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Vivo sempre insieme ai miei capelli

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Ieri mia mi ha tagliato i .

I miei lunghissimi, bellissimi, morbidi e lucenti capelli. In realtà le avevo chiesto io di farlo; erano diventati davvero troppo lunghi e quand’è così finisco per farmeli rimanere antipatici: mi vanno sempre davanti al viso e, sopratutto di questi tempi, diventano indomabili per colpa dell’elettricità statica, rendendomi un Whiplash in gonnella.

Ma, quando le ho detto di tagliare soltanto un due centimetri, non pensavo che avrebbe realizzato un lungo. Ha potato ben bene con le cesoie quello che, davanti ai suoi occhi, non era più sua figlia ma un olivo dai rami incredibilmente sottili.

Sono arrabbiata? Sì, un po’. Più che altro, non mi ci vedo assolutamente con questo taglio. Sembra che abbia la parrucca. Ho provato a dare una forma a ciò che rimaneva della lunga chioma da Raperonzolo di cui sopra; ma nulla; mossi non resistono (sono per loro natura lisci, e chi nasce tondo non può morire quadrato, del resto) e lisci mi rendono simile a questo bel donnino qui: 

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Da qui la mia cocente disperazione e il mio ostinato legare in una coda ciò che è rimasto del mio metro e dieci di capelli. 

Tuttavia, ho già escogitato un piano B: appena entrerò in possesso di una quindicina di euri mi recherò senza indugio alcuno dalla più vicina di fiducia, cercando di trasformare il caschetto Mode in un , anche se ciò significherà accorciare ancora la lunghezza rimasta. 

Prenderò il tutto come un segno del destino: forse qualcuno cerca di dirmi qualcosa, sperando che questo qualcosa non sia un’offesa.