Un albero.

Quando l’ho visto lì, abbandonato accanto ai bidoni dell’immondizia, ho sentito che le sopracciglia si corrugavano ed il mio viso si incupiva. Stava lì, gettato sulle erbacce, coricato su un lato, a rappresentare il consumismo becero ed insensibile che sacrifica una vita vegetale dopo averla conciata come un carrozzone da circo per le feste natalizie (… intendiamoci: a me piace conciare gli come carrozzoni da circo eh, a patto che siano finti!).

Così l’ho preso, l’ho portato in un boschetto, accanto ad altri abeti, e l’ho piantato. Non so se resisterà; non so se sopravvivrà, ma una cosa è certa: sta meglio dove si trova adesso che dove stava prima. Spero tanto che ce la faccia.

Pubblicato da Diario

Vivo in mondo fatto di libri e computer. Bloggo dal lontano giugno 2007.

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