Abitanti della blogosfera Emmobastaveramenteperò Essere me Fashion, not victim Figlie di Eva Il mondo fuori dal letto è cattivo.

Trash is the new black.

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Recentemente ho notato, come da titolo, che il “ is the new black”.

Più si indossano cose di cattivo gusto e più si è , invidiati, ammirati, odiati e quant’altro. Vedo ovunque scarponcelli glitterati, da ortopedico, da Frankestein, anelli con fiocchi dorati giganteschi, con mosconi dal corpo di rubino (o smeraldo) e con incorporate sopra lavagnette su cui scrivere il proprio nome, con teschi con la placcatura in oro mezza cancellata e gli occhi di diamante, calze strappate, sfilacciate, con attaccati sopra pallini e, ora come ora, pellicce e pellicce a non finire, anche dove non dovrebbero essere. E vogliamo parlare delle gonne lunghe fino a piedi con abbinate altrettanto lunghissime giacche? O i tanto famigerati sandali con calzini da tedesco in vacanza? E gli con le immagini più improponibili?

Come si fa a comprare cose del genere e a spenderci anche un discreto mucchietto di soldi? Ditemelo, voi amanti di . Io trovo alcune proposte decisamente improponibili. Eppure la gente ne va pazza, e più ne ha più ne vorrebbe. Io mi ero fermata all’ eleganza, allo stile e alla classe delle , delle , delle , vere da cui prendere ispirazione, secondo il mio modesto parere. Non perché io trovi giusto imitare tutto e tutti – preferisco essere me stessa, unica e originale, grazie! – ma non vedo nulla di male a provarsi un qualcosa che ci piace visto su un’altra persona e se devo farlo trovo decisamente più ispirazione nella mise semplice e sofisticata di Holly Golightly che nell’assurdo kistch di Lady Gaga a cui consiglierei di darsi una calmata e di riflettere attentamente sull’enorme abisso che passa tra l’essere ridicoli e l’essere originali. Mi sembra che più che essere tali gli stilisti o chi così si definisce stiano scadendo sempre più. Reinventarsi è sempre dura, sono d’accordo, ma non bisogna correre il rischio di cadere nel pacchiano… chi indosserebbe mai un cerchietto con sopra delle scarpette? O un colbacco di pelo alto almeno cinquanta centimetri? O delle orribili scarpe simili più a ferri da stiro che a calzature rifiutate persino dalle modelle per la paura di cadere durante la sfilata? Per non parlare del trucco&parrucco: ho visto roba da The Ring, occhi infossati, sottolineati da grandi aloni scuri sopra la palpebra e capelli che coprono quasi tutto il viso, accompagnati da sopracciglia quasi del tutto inesistenti e carnagione lattea. Se accostata poi alla proverbiale magrezza delle modelle in questione,  l’horror è servito.

Sarà che io sono antica, sarà che non sono alla moda e sarà che non so apprezzare l’arte, ma sinceramente non sono interessata in alcun modo a farmi mettere i piedi in testa – e nel vero senso della parola – da un cerchietto con le scarpine solo perché sopra c’è un nome famoso. Anche se il nome in questione è di Frankie Morello. Bah.

Chiudo citando chi ne sapeva più di me:

«Amo il lusso. Esso non giace nella ricchezza e nel fasto ma nell’assenza della volgarità. La volgarità è la più brutta parola della nostra lingua. Rimango in gioco per combatterla.»

Coco Chanel