Tragicommedie

Il 12 febbraio mio cugino si sposa. Ovviamente siamo stati invitati ed ovviamente ci serve un abbigliamento decente.

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Tralasciando la data (la futura consorte ha scelto proprio questa perché “è il giorno in cui si sono conosciuti” senza pensare ad annessi e connessi, e cioè di quanto costi un vestito per bene invernale) in questo periodo io e mia mamma siamo andate perciò a caccia di un vestito adeguato. La cosa buffa è che lei pensava (e senza dire nulla poi) di comprare un qualcosa di pesante e ben fatto e di mandarci allo sbaraglio (andiamo solo io, mio fratello e S.) senza cappotto o comunque un soprabito di qualunque tipo perché non aveva intenzione di spendere 500 € di vestiti.

Ora, io la capisco.

Ma non è ridicolo quanto scapestrato presentarsi a febbraio senza un qualsiasi mantella/giaccone/cappa/cappotto che ti protegga? Quando l’ha detto apertamente, ho ingaggiato con lei un’aspra discussione, che sembrava poi essere stata intavolata per un motivo diverso dal reale; e cioè sembrava che io volessi farmi comprare un cappotto nuovo quando invece non l’ho mai voluto. Chiarito anche questo punto, alla mia frase: “Mamma, posso andarci con il mio vecchio, solo mi sembra assurdo andare vestita di carta incontro ad una broncopolmonite.” Lei ha risposto: “Allora non ci vai perché il tuo cappotto è vecchio e pieno di pallini”. Da qui è partita un’altra lunga discussione che ci ha fatto tenere il muso per due giorni.

Oggi sono scesa in paese e mi sono provata due vestiti per questo benedetto matrimonio. La commessa ovviamente ci ha detto che sì, hanno la loro giacca ma che ci vuole un cappotto in ogni caso: siamo pur sempre a febbraio. (Ma dai…?) Indecisa tra i due ho scelto alla fine quello che piaceva di più anche a mia mamma (sulla stampella non mi sembrava un granché ma indosso mi è piaciuto un sacco, senza contare che è una sorta di tubino aderente ed io adoro i tubini aderenti). Quando si è arrivati al prezzo abbiamo avuto un’altra sorpresa: il vestito infatti costa 40 € in più del previsto. Lei me l’ha comprato lo stesso ma poi ha cominciato la solita filippica sulle sorprese e su quanto uno a forza di fare programmi non ce la fa mai e di come quei due disgraziati (gli sposi) abbiano  potuto scegliere come data di un matrimonio proprio febbraio. E anche qui la capisco.

Rimane in sospeso la questione cappotto: io mi metto il mio, anche se vecchio e pieno di pallini, e me ne frego altamente se è vecchio e pieno di pallini. Non posso mica morire di freddo perché questi due vogliono vivere in un film americano. Anche se a me, con tutte queste tragicomiche, mi sembra di vivere in un film tipo “Parto col folle” o simili. Non riesco a non trovare il lato buffo della faccenda e più ci penso e più mi scappa un sorriso sornione. Aspetto il matrimonio a questo punto, chissà che mi riserverà. 😀

Pubblicato da Diario

Vivo in mondo fatto di libri e computer. Bloggo dal lontano giugno 2007.

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