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The butterfly effect

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Tutti noi dopo la seconda serata del festival di Sanremo ormai sappiamo che Belen ha una farfalla tatuata sull’inguine, e questo grazie allo spacco vertiginoso del vestito che le arrivava all’ombelico. Belen è una bellissima ragazza, anzi più che bella direi che è molto sexy, per questo riscuote consensi ed ammirazione. Inoltre è mediamente simpatica, sa pronunciare cognomi e risulta quasi “vera”, al contrario della Canalis che non sa dire quattro parole che le hanno scritto sul copione  in fila senza risultare macchinosa e svogliata, come se facesse un piacere a stare lì sul palco.

Capisco che la tv voglia un certo dress code, capisco che Sanremo è in fallimento e che abbia bisogno di fenomeni da baraccone ogni sera per costringere la gente a guardarlo, vuoi Celentano di cui hanno fatto il solito vecchissimo giochino del: “Ci sarà? Non ci sarà?” da almeno 20 giorni e di cui non ho capito il successo, dato che non è un personaggio sconosciuto che suscita tutta ‘sta curiosità o che si sia ritirato dalle scene e di cui si senta solo la voce (vedi Mina), vuoi la farfalla di una ragazza alla quale si è già visto tutto nel famoso video porno.

Quello che io mi domando, già conscia delle reazioni che susciterò con questa mia riflessione, è se è veramente indispensabile far vedere la farfalla per avere audience. Abbiamo già detto che la Belen è bella e simpatica, dunque non ha veramente altre doti per poter porre l’attenzione su di lei? Non può sfilare, ad esempio, con dei vestiti muniti di uno spacco accettabile? Fossi in lei mi offenderei se mi chiedessero di far vedere la farfalla per raccattare telespettatori: indirettamente le si dice che non ha altre doti che attraggano se non il suo tatuaggio. Sì perché stranamente lo spacco è sulla gamba destra, là dove ha il disegno, e non sulla gamba sinistra, là dove (almeno credo) non sia presente nessun tatuaggio. Stranamente la mutanda che indossa è praticamente invisibile: ridottissima e color carne, non azzurra o fucsia a riprendere le altre parti del vestito. Stranamente l’animale raffigurato è una farfalla, una parola ambigua che richiama alla mente altri scenari ed altre immagini che non siano prati in fiore, stranamente il tatuaggio è accanto all’inguine: se fosse stato sul braccio non sarebbe certo stato la stessa cosa.

Concludendo, sul famoso lepidottero si sono dette tante cose e sicuramente se ne diranno altre: che serve a “risollevare i cuori” dalla crisi e pertanto dovremmo ringraziare la Belen per avercelo mostrato (Luca Telese) [per inciso, non sapevo che ora si chiamassero cuori], che “Lo spacco di Belen è eccessivo perché esibito in un momento televisivo molto familiare, non in seconda serata dove volendo puoi usare linguaggi e forme diverse, anche se  Belen è bellissima, che Dio ce la lasci così. È una forma di rispetto verso le donne anche il fatto di poterle fare esprimere nella loro bellezza e nella loro parte artistica.” (Marano) [Seh vabbè… ciao… è da trent’anni che marciano su ‘sta cosa usandola come scusante delle minigonne inguinali], che lei è una mignottona, che “Belen può permettersi di tutto”, che chi non è d’accordo sulla sua scelta di abbigliamento è solo invidiosa (perché ovviamente non possono che essere donne quelle contrarie, i maschi dissenzienti sarebbero gay) oppure bigottona e moralista, ma io dico che l’unica che ha vinto su tutti è sempre stata la tizia che ha mostrato quello su cui non batte il sole: pare infatti che lancerà presto una sua linea d’abbigliamento intimo dal nome: “”. E questo conferma quello che ho sempre pensato sulla showgirl (nel vero senso della parola) argentina: più che essere bella, la Rodriguez è davvero molto sexy e molto furba.

Che poi non ho capito perché si debbano sempre consolare gli uomini e mai le donne; insomma anche noi abbiamo diritto all’espressione artistica maschile, al loro sentirsi liberi senza pregiudizi di sorta, al rispettarli perché si mettono a nudo nella loro bellezza, o no? Non siamo forse anche noi depresse dalla crisi? Non si era forse raggiunta la parcondicio?