Telefilm.

. Chi non ne ha mai visto uno in vita sua? I fan del genere benedicono il suo inventore. Appassionanti come un ma non altrettanto lunghi, i sono entrati nelle case degli spettatori a partire dagli anni ‘60 ma è con l’avvento degli anni ‘80-‘90 che hanno spopolato, grazie all’introduzione dei (cioè serie drammatiche a tema adolescenziale), il cui capostipite è , proseguito poi con Dawson’s Creek fino ad arrivare a , e gli altri trasmessi da Mtv (My life as Liz etc).

Proprio su questi ultimi voglio focalizzare la mia attenzione. Il perché del loro successo è evidente: essendo a contenuto adolescenziale e seguendo la vita di diversi personaggi, ognuno con un proprio carattere, i teen drama offrono al giovane spettatore la possibilità di riconoscersi in un attore piuttosto che un altro, e di sentire le vicende che si snodano davanti ai suoi occhi come sue, visto che probabilmente trattano di problemi che ha in quel momento. I teen drama hanno inoltre anche successo per i più grandicelli, che riconoscono in loro gli annosi dubbi che li attanagliavano durante la pubertà, ed è per questo che non passano mai di moda riscuotendo quasi sempre un buon successo di pubblico: della serie che la gente cambia ma i problemi legati ad un certo periodo di vita sono sempre quelli.

Proprio perché anche io ho sempre seguito le avventure dei vari Dawson e Joey di turno, ho assistito ad un cambiamento costante, graduale quanto epocale per quanto riguarda i telefilm in questi ultimi anni. Quello che ho notato è stato un susseguirsi di spaccati sociali nella scelta di ambientazione di questi show, tutti raggruppati per scaglioni: siamo passati da Beverly Hills 90210 dove veniva mostrata una società elegante, ricca, ben vestita, che guidava auto di lusso e poteva permettersi di tutto ad una società normale, quasi povera, dove gli adolescenti lavorano per guadagnare e tirare avanti la baracca (vedi Joey Potter in Dawson’s Creek) per poi tornare ai riccastri di Gossip Girl o dei reality come The Hills o The City, dove griffes, auto di lusso e continui cambi di casa sono all’ordine del giorno.

Aldilà dei problemi adolescenziali che sono più o meno sempre gli stessi, quello che cambia quindi è lo spaccato sociale nel quale questi sono inseriti. Che sia una sorta di parcondicio? Oppure la loro messa in onda è direttamente proporzionale alla situazione economica che c’è all’interno di un Paese? Ho pensato anche a questa soluzione, per quanto possa apparire irreale e degna di un complotto. Ho pensato infatti che in quest’ultimo decennio le vendite di beni di lusso sono drasticamente calate, in quanto anche comprarsi un paio di scarpe in un negozio anonimo può rivelarsi un problema in certi casi.  Dato che le ultime fan di Gossip Girl si sentono molto B. e soprattutto vogliono esserlo, sfruttare la popolarità di un personaggio facoltoso come la Waldorf può essere un astuto stratagemma per risollevare le finanze di un Paese. Anche il novello fenomeno delle sta prendendo piede – e sta avendo successo – con conseguente sponsorizzazione di queste ultime da parte dei grandi e piccoli marchi, tra cui anche quelli commerciali i cui prezzi sono alla portata di tutti, dato che tutte/i sono invogliati ad avere o assomigliare a quelli che considerano i loro miti.

Che sia dunque la nuova pubblicità del Grande Fratello o Grande Sorella, che dir si voglia?

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

 

 

Pubblicato da Diario

Vivo in mondo fatto di libri e computer. Bloggo dal lontano giugno 2007.

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