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Sulle ragazze tirchie

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L’altro giorno mi è capitato di vedere su You Tube uno di quei video haul dove le ragazze mostrano i loro .

La ragazza in questione compra molto dai negozi , come H&M, Piazza Italia, e spesso fa anche dai negozi cinesi, fisici e virtuali.

Pertanto, quando ieri l’ho sentita definirsi “tirchia”, mi sono usciti gli occhi fuori dalle orbite. Insomma, proprio tirchia non direi: ogni settimana compra qualcosa di nuovo, che siano vestiti, scarpe o borse.

Subito dopo ha specificato che si ritiene tirchia perché preferisce comprare vestiti dai cinesi invece che da Benetton.

Ecco, questo, secondo me, non è essere tirchi. Questo è preferire la quantità alla qualità.

Premettendo che non voglio criticare la ragazza in questione, ma soltanto esprimere il mio punto di vista, per me una persona tirchia è una persona che, pur potendoselo permettere, non compra vestiti nuovi nemmeno se quelli che indossa sono buoni ormai solo per togliere la polvere, che compra sì da H&M piuttosto che da Benetton ma lo fa solo quando proprio non ne può fare a meno, e non tutte le settimane.

Io ho sempre preferito la qualità alla quantità, per questo ho sempre avuto pochi – ma buoni – vestiti nell’armadio. Negli ultimi anni però sono caduta anch’io nella trappola dei marchi low cost, ingolosita dalla quantità piuttosto che dalla qualità – diciamocelo: chi non vorrebbe avere un armadio ben fornito? – ma ho deciso, e saggiamente, di comprare meno ma meglio: niente più roba cinese, niente più roba low cost, niente più roba da H&M o Piazza Italia. Perché? Perché secondo me vale il proverbio “Il risparmio non è mai guadagno”. La qualità dei loro capi, infatti, lascia a desiderare: infeltriscono dopo due volte che si sono messi, non seguono i movimenti del corpo, non stanno al loro posto, perdono colore quando vengono lavati. Il cotone non è cotone, la lana non è lana, il jeans non è jeans. Per non parlare delle scarpe comprate al mercato, la cui suola si è staccata dalla tomaia dopo la quarta volta che le indossavo.

Con questo non voglio dire che compro da Armani o da Benetton, no: con questo voglio dire che cerco di scegliere vestiti – o, in generale, oggetti – che magari costano un po’ di più ma che non mi costringano a comprare un altro loro pari dopo 15 giorni di utilizzo. Della serie che arrivo anche a 40 € per un paio di jeans, se me ne serve uno, ma almeno so che mi dureranno, che resisteranno e che, soprattutto MI SEGUIRANNO NEI MOVIMENTI senza tirare o stringere quando mi siedo, che arrivo anche a 60 € per un paio di scarpe ma so che faranno traspirare il piede e non ritroverò il tacco spaccato dopo 3 volte che le ho indossate. Sto cercando di fare proprio questo, negli ultimi anni: spendere di più ma spendere meno, avere magari poche cose ma tutte belle e nuove, che durino a lungo e che non puzzino di plastica.