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Sono invidiosa di…

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Da un po’ di giorni ho il blocco dello scrittore che non sono. Ogni volta che ho voglia di scrivere mi ferma un dubbio atroce: di cosa, di grazia? Ho sempre avuto paura di essere banale nei miei piccoli resoconti (come se dovessi mandarli ad un editore poi) ma ultimamente la cosa si è fatta ancora più seria. Quando girello per la rete leggendo qua e là mi accorgo che gli altri non si fanno tutti i problemi che mi faccio io e che non li critico per questo: sono letture piacevoli o semplicemente leggere per curiosare nei pensieri e nelle vite degli altri, guardando le loro foto in alcuni casi.

E proprio da queste visite vedo a più riprese la parola “”, “invidiosa” e via discorrendo. Una parola che è molto usata e attribuita a casaccio, come la famigerata quanto splendida frase “siamo nani sulle spalle dei giganti” di cui ho sentito numerose interpretazioni. Ad ogni modo, possibile che l’ possa annidarsi in una qualunque affermazione/insulto/critica? Un esempio che mi viene subito in mente è l’amata/odiata . Qualche mese fa una ragazza la offese pesantemente sulla sua pagina perché la accusava di aver detto male di lei alle sue spalle. Non sapeva chi fosse Chiara né che avesse un blog né tutto il resto. Non la criticava per il suo modo di vestire, né per il suo personaggio, né per il suo stile di vita. Semplicemente aveva preso una cantonata scambiandola per un’altra ragazza (con cui aveva parlato solo su Fb a quanto pare, senza mai vederla in viso) e convinta dei suoi propositi era andata con la mano pesante. Oltre ai soliti e canonici commenti quali: “Stai esagerando” “Ma se non la conosci come poteva lei telefonarti per chiederti scusa” “Quali scuse se non ti ha detto niente” etc. ho notato con infinito fastidio che molti dei suoi difensori la consolavano dicendole che “l’invidia è una ”. Ma invidia di che? Perché l’ha offesa accusandola di averla offesa a sua volta? Perché si deve per forza difendere ad oltranza adducendo argomentazioni insensate e fuori luogo? Per ingraziarsi Chiara? (A che scopo, poi, non so) Pare che comunque sia diventata una moda ora essere invidiati. Prima chi lo era si sentiva triste e solo, piangendo perché “non capisco cosa ho da essere invidiato, il motivo per cui tutti ce l’hanno con me quando voglio solo essere loro amico” allo struggente, mieloso modo dei film americani anni ’80-’90 dove alla fine tutti facevano la pace con tutti e si chiarivano con grandi strette di mano e feste in giardino. Con cani che zampettavano immancabilmente ovunque. Ora invece la gente vuole essere invidiata perché altrimenti non è nessuno. E’ un modo per sentirsi importanti.

Di contro vedo gente che afferma di detestare una persona ma che secondo me sotto sotto un po’ invidiosa dell’oggetto di tanto odio lo è davvero. Ne ho sempre visti a palate di questi individui, fin da quando ero piccola, solo che non ero maliziosa allora e tante cose non le coglievo. Ripensandoci collego e applico la cosa a quello che vedo ora. Un po’ come quelli che dicono che Tizio gli fa schifo e poi si scopre che ne è innamorato perso via. Ci sono poi quelli che detestano davvero. Per esempio, io detesto . Sarò linciata da molti, lo so, ma io non la reggo proprio. La trovo una poveretta triste che fa di tutto per mettersi in mostra copiando a destra e a manca senza sapere più a che scandalo appigliarsi per far parlare di sé – sì, fa anche dei bei discorsi sull’omosessualità e tutto il resto ma sono discorsi triti e ritriti da politico in campagna elettorale – e di sicuro non invidio i suoi vestiti, il suo stile, i suoi capelli e via discorrendo. Come detesto e tutto ciò che rappresenta. Ma perché qualunque cosa si faccia di eclatante si diventa famosi? Io vorrei essere famosa per qualcosa di buono che ho fatto o che so fare, non perché mi hanno filmata ignuda in accoppiamenti selvaggi col mio ragazzo. E non venitemi a dire che lei è una donna in carriera perché vi sputo in un occhio, avrà anche creato marchi di abbigliamento o di profumi ma non con suoi. Per cui prese per il culo – no grazie – qui non si accettano.

Cielo, no, devo essere sincera. Una cosa gliela invidio a ‘ste persone. I soldi. Ma la mia non è proprio invidia vera, perché quella vera desidera le cose altrui volendo che l’altro a cui si è sottratta la perda e cada in miseria, la mia è un’invidia buona, della serie che vorrei i loro soldi senza ammazzarli ecco. Tanto se la Paris di cui sopra mi regala un milioncino di euro non se ne accorge nemmeno.  Guarda Paris, ti giuro, non t’invidio nemmeno le cosce. Se mi dai il milioncino di cui sopra mi regalo un personal trainer e le faccio diventare come le tue, non ho bisogno di te. Solo dei tuoi soldi.