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Sognare il capo

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Quante probabilità ci sono che uno sogni il proprio anche la notte, incazzandovisi pure nei sogni?

Sento una vocina dire: <<Molte più di quello che pensi>>.

Stanotte ho sognato di essere in una specie di studio/salotto, come quello dei Robinson, dove mi trovavo con lui. Io ero sul divano, lui in piedi alla mia sinistra, oltre il bracciolo. Doveva consegnarmi dei documenti per un lavoro da sbrigare, quando, all’improvviso, mancava la luce. O, almeno, credo, perché ricordo distintamente la luce andar via piano, quasi in dissolvenza. Ero rimasta col braccio teso, e aspettavo quelle benedette carte. Ma non arrivava niente, così ho cominciato a chiamarlo, ma non si scuoteva. Pronunciavo il suo nome sempre più forte, e, proprio mentre ero sul punto di dirgli: <<Oh, ma ti sei incantato?>> ho sentito una voce che chiamava me: il mio povero fratello, svegliato dai miei continui richiami, reclamava il suo sacrosanto diritto a dormire. La cosa bella è che, quando ho aperto gli occhi, non mi sono resa subito conto di non essere nello studio; forse perché anche la mia cameretta era immersa nel buio più totale. Poi, quando ho riconosciuto la tenda, la televisione e, girandomi, la sagoma di mio fratello, ho realizzato. E ho farfugliato un: <<Ah, ma allora non…>> rigirandomi d’altra parte.

Cos’altro aggiungere?