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Shhhining

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Non sono sparita, giuro: ho persino scritto due o tre post che, però, ancora dormono allo stato di bozze. Cominciavo, elaboravo, e poi mi fermavo lì. E sono ancora lì; non li ho cancellati. Ma oggi mi sono detta che qualcosa dovevo pubblicare, perciò eccomi qui, mentre Miles Davis suona Jeru dal nuovo cd appena acquistato, a raccontarvi di ieri sera.

In questi giorni al c’è l’evento speciale “”: praticamente, per la modica cifra di dieci euro, potete vedere Jack Torrence e tutta la sua meravigliosa pazzia dialogare con i fantasmi e cercare di assassinare tutta la famiglia a colpi di accetta. Imperdibile. Così, munita di un sobrio outfit per composto da total black + rossetto scuro + smalto nero + chocker in pizzo, mi sono recata al multisala della mia città in compagnia di Marito.

Accanto a me, delle ragazzine vestite da streghette squittivano impaurite giurando a loro stesse di sostenersi a vicenda durante la visione del film, di darsi conforto e di proteggersi l’un l’altra dal malvagio Jack fantasma re (ah no, quello era un altro film).

Comincia la proiezione. Tacciono. “Miracolo!” Penso. “Non tutti gli adolescenti chiacchierano e fanno casino, commentando la pellicola come se fossero comodamente seduti sul divano di casa loro. Sono la solita, malfidata, Alan Grant.” 

Ma.

Passati cinque minuti, cominciano a commentare tutto e tutti. Prima sommessamente, poi in un crescendo di risatine e vocine sempre più acute, fin quando, arrivata a 45 minuti di stronzate preadolscenziali, esasperata, gli mollo un grosso “SHHH!” così, con nonchalance. Poi mi giro in fretta verso Marito, per nascondere una risata che mi sale alle labbra: lui non mi aiuta perché mi guarda e ride silenziosamente. Vedo anche un vago cenno di disapprovazione nei suoi occhi, ma forse è solo una mia impressione.

Ad ogni modo, le bimbe paiono aver capito la lezione: si chetano, e quando proprio non possono farne a meno, bisbigliano per darsi coraggio durante le scene più inquietanti. Io capisco e non dico niente. Neanche quando la ragazzina che mi sta seduta accanto, nell’agitarsi come una biscia, mi colpisce col piedino tre o quattro volte la caviglia.

L’intervallo segna la fine dello stato di grazia: risvegliate dalle luci e dal chiacchiericcio, al riprendere del secondo tempo riprendono a commentare e ridacchiare. Le guardo con la coda dell’occhio: dodici, tredici anni? Si tengono la manina, e prendono per il culo qualsiasi cosa passi sullo schermo. Attendo pazientemente, forse la smetteranno? Ricordo com’era avere dodici anni, ricordo che anch’io intrecciavo la manina con Luisa Roschi guardando Titanic, di come per sdrammatizzare un ragazzino più grande di noi urlava battute cretine, di come per non rimanerci male  motteggiavo sulle scene più drammatiche. Ma allora eravamo su un pullman per una gita scolastica a Roma, in mezzo a centinaia di altri urlanti e scatenati, non al cinema, in mezzo ad altre persone che hanno pagato un biglietto di dieci euro per sentire Jack Torrence gridare: “Tesooorooo, sono a casa!” e non due dodicenni che ridacchiano dicendo “Il bambino dentro la sua bocca! Uhuhuhuhuh, detta così si potrebbe pensare male…!!!”.

Resto buona per un altro po’; solo l’idea che lo facciano per non avere paura mi trattiene di dire ancora qualcosa. Ma poi le loro acute vocine aumentano d’intensità, e sentirle rispondere “Cosimo”, “Mattia” mentre il Sig Halloran chiede se c’è qualcuno, mi spinge a cantilenare “Redrum, redrum” sottovoce. “C’è qualcuno?” “Lorenzo hihihiihihi” ridacchiano quelle, mentre io, imperterrita, dico a voce un po’ più alta “Redrum redrum”. Sentono una parola strana, quindi si zittiscono per capire meglio. Io taccio. Jack sbuca dalla colonna della hall e conficca l’ascia nel petto del Sig. Halloran, le bimbe si spaventano e tanto basta per riportarle all’ordine.

Per il resto della pellicola hanno continuato a parlottare ma a volume bassissimo, pertanto non ho più detto niente. La mia Sheldonità avrebbe imposto loro di fare completo silenzio, ma dato che le sentivo appena, le ho lasciate fare. Sono stata brava, vero? Che nessuno dica che non sono elastica o comprensiva.

Considerazioni sparse:

  1. Una volta al cinema esistevano le maschere. Perché non ripristinare questo simpatico personaggio che eviterebbe di far passare me per la rompiscatole di turno? E questa volta ho avuto fortuna, le ragazzine erano abbastanza tranquille dopotutto: ho avuto a che fare con ceffi usciti dritti dritti dagli anni ’80 per qualità di bullaggine.
  2. D’ora in avanti, Shining verrà da me chiamato Shhhining. Direi che gli sta piuttosto bene.

Menzione speciale al tizio che ravanava nella scatola dei popcorn scavando per cercare chissà cosa e al ragazzo cinese che indossava una tuta di acetato completamente bianca con la figura di un incrocio stampata sulla schiena. Anche lì, mi sono dovuta girare per nascondere una risata.

 

8 Comments

  1. Avrei voluto vedere il tizio con la tuta di acetato 🙂
    Comunque capisco il fastidio, al cinema ci vado solo se c’è qualche film che mi interessa vedere e solo a determinati orari e giorni, per esempio evito i weekend, proprio per il problema “ragazzini/e fastidiosi”!

    • Eh, era davvero bello! Ho avuto persino la tentazione di scattargli una foto… 😀

      Anch’io cerco sempre di andarci in giorni/orari strategici; purtroppo le ultime volte mi è andata male: una coppia di amici ha voluto vedere IT alle 20:22 il primo giorno che è uscito nelle sale e Shining di cui sopra, che davano solo in questi tre giorni… speravo che le 22:30 e la contemporanea presenza di IT, SAW e quant’altro aiutasse, invece ho beccato comunque le ragazzine… 🙁

      • Io It avrei voluto vederlo a mezzanotte, nella pace più assoluta, ma la sala risultava comunque quasi tutta prenotata quindi mi sono dovuta accontentare..purtroppo è vero, quando capitano periodi del genere con film che attirano pubblico (di ogni età) va sempre a fortuna 🙁

  2. Sono contenta che ti sia piaciuto il post! Se dovessi seguire alcuni dei suggerimenti o replicare una ricetta fammi sapere 😀
    Per quanto riguarda le ragazzine bisbiglianti, purtroppo ne incontro anche a teatro, quindi ti capisco bene: mi stavano rovinando Madama Butterfly, fino a quando non ho espressamente mollato un: FINITELA! La pazienza ha un limite, e per Shining sarebbe stato altrettanto; sei stata molto paziente!
    P.S. Mi sono persa la prima proiezione causa 21 anni e questa perché il mio paese non offre nulla del genere neanche a 10€ T.T che bellezza!

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