Essere me

Rivoluzioni

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Sarete sicuramente al corrente, di come ve ne sarete, sicuramente accorti, che ormai le modelle raggiungono il peso nascita pur di entrare nell’olimpo della moda, roba che fanno concorrenza ai bambini che muoiono di fame. E’ un dato di fatto.

Ecco, stamattina ho letto un articolo che mi ha fatto molto piacere: Alexandra Shulman (click!) la direttrice dell’edizione britannica di Vogue, il noto giornale di moda, protesta contro gli stilisti che le inviano abiti al confine dell’indossabilità, e che persino Naomi Campbell (per me una delle donne più belle del mondo) (click) o la ancora più magra Kate Moss (nella foto ancora castana click) non riescono più ad infilarsi. E qui, la rivoluzione: per i giornali le foto verrano ritoccate, sì, come fanno anche adesso, ma invece che dimagrire le modelle, le ingrasseranno. Intendiamoci, non saranno alla Botero, ma aggiungeranno pezzi di carne e rotondità a scapole ossute e seni ormai maschili.

Il perchè è semplice: se nemmeno le modelle riescono più ad indossarli, figuriamoci se ci riescono le donne comuni. Inoltre il fabbricare vestiti così striminziti non aiuta a venderli: le donne sono frustrate e scoraggiate nel vederli e/o provarli, e quindi non sono invogliate a comprarli. In tempi di crisi come questi poi, anche l’occhio non vuole vedere donne emaciate e smunte, con i visi scavati e le costole in bella vista, ma ragazze più in salute e, aggiungo io, normali.

Insomma, sono contenta che qualcuno, là nell’olimpo nella moda, capisca qualcosa e non mandi a morte le ragazze solo per l’illusione di essere belle (belle poi.. se a voi sembra bella una che pare sopravvissuta da Auschiwtz..). Sono contenta che la donna ritorni ad avere i canoni della donna, con il seno e i fianchi, e non i canoni del ramo secco, e sono contenta che alcune di queste modelle siano così intelligenti da essersi strafogate il pudding ad una cena, pudding che di solito viene considerato alla stregua di un vaso di fiori. E sono contenta che qualcuno dei geni del taglia e cuci sia stato rimproverato di inventare abiti per gente convinta che avere i muscoli delle cosce significhi avere le cosce grosse.

Spero solo che questa tendenza si affermi sempre di più, e tra sempre più case editrici, così che non pubblichino più foto di persone-foglio e gli stilisti si rendano conto che creare abiti che abbiano solo la 38-40-42, massimo 44 non è proprio una cosa buona e giusta…