Distrazioni più o meno mondane Essere me fotografia

Ricordi

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Scrivo questo post da una panchina fuori dall’. E non posso fare a meno di ricordare.

Non tornavo alla sede distaccata di Giurisprudenza da circa un anno, da quando ho dato il mio ultimo esame qui. Avendo un po’ di libero ho percorso i corridoi che mi hanno vista annoiata durante le lezioni, agitata prima degli esami, rilassata dopo aver verbalizzato. Ho preso un caffè alla macchinetta dove ne ho presi mille durante la pausa tra un’ora e l’altra di lezione, ho ascoltato gli esami che si stavano tenendo nelle aule, ho guardato la bacheca con gli appelli e i ricevimenti che per me non hanno più importanza. Ho ricordato di come fosse vedere arrivare l’autunno dalle finestre delle aule e di come l’inverno si sia trasformato in primavera attraverso quegli stessi vetri.

Mi sembra ieri quando, timida e speranzosa, andai a chiedere in segreteria riguardo al trasferimento di sede ed ora guardo la stessa sede scocciata e malinconica, quasi laureata.

Ricordo tutto questo e non posso fare a meno di chiedermi come vedrò il mondo e questo edificio, come quello di Siena, “dopo”.