Stati

Pennarelli

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Stamattina, contro ogni previsione, sono dovuta uscire di casa per sbrigare alcune commissioni.

Mentre tornavo, percorrendo la solita strada, ho avuto un flash.

Conoscete la sensazione, no? Vi coglie all’improvviso un lampo, un’intuizione, e vi fermate per afferrarla meglio.

Così ho fatto. Sono rimasta in piedi, in mezzo al viottolo, ad acciuffare la scintilla, per capire meglio cosa fosse. All’improvviso sono ridiventata una ragazzina di undici anni che era scesa giù in paese a comprare la scatola dei Carioca, quelli con lo sceriffo baffuto sulla confezione, e che, tra la nebbia e il resto, stava tornando a casa per finire di colorare il compito datole dalla professoressa di educazione artistica.

Dopo un secondo sono ridiventata la ventottenne che sono, e ho ripreso il mio cammino.

Mi è sembrato tanto strano. Anche perché, quando sono tornata alla mia età reale, mi sono accorta che dal punto in cui mi ero fermata si vede uno scorcio del paese, ed io non n’ero mai accorta.

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