Voglia di cambiare

Beauty / Distrazioni più o meno mondane
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Segno del destino o semplice coincidenza? I tagli di capelli dell’autunno/inverno 2018-2019!

In questi giorni mi sono messa a guardare dei vecchi video YouTube di PepperChocolate84, e, più precisamente, i vlog che ha girato mentre era a Los Angeles con il fidanzato. Quando sono arrivata alla “puntata” in cui dà un bel taglio ai suoi capelli, mi sono accorta di volerli anch’io così, sebbene sia un cambiamento piuttosto drastico: lei, infatti, opta – obtorto collo – per un caschetto cortissimo. Sebbene il taglio sia pessimo (la parrucchiera era una specie di macellaia dei capelli) lei, dopo averli risistemati un po’, sta davvero bene: i capelli appaiono più sani, sono lucenti, sempre in ordine e meno impegnativi di prima.

Anche le tendenze moda mi danno ragione: pare che il taglio dell’autunno 2018 siano proprio il pixie cut e il bob, cioè il taglio cortissimo e il caschetto.

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Due cose mi trattengono dal porre fine alla mia lunga chioma.

  1. Qualche anno fa feci la medesima scelta, e, complice l’incapacità della parrucchiera, mi ritrovai con una specie di elmetto sulla testa. I capelli si gonfiarono – non essendo lunghi, erano meno pesanti e quindi liberi di assumere tutte le forme che volevano – ed io sentivo di vivere costantemente in Sturmtruppen.

La parrucchiera, sorda alle mie richieste, ignorò il mio timido suggerimento di scalarli per alleggerirli ed anzi continuò a tagliare, facendo – a suo dire – un caschetto più corto dietro e più lungo davanti.

2. Sono solita usare i miei capelli come una sorta di sciarpa in inverno. Essendo voluminosi e soffici mi riparano il collo dal freddo, e, sebbene a volte mi avvolgano come spire costringendomi a tirarli fuori dal cappotto, lasciarli ricadere sulle spalle, costringerli a sopportare la tracolla della borsa che – inevitabilmente e puntualmente – li schiaccia, scivolando anche su di loro e cadendo ogni volta sull’avambraccio, mi fanno comodo.

So che esistono le sciarpe di lana, ma dovrei imparare ad usarle. Ho sempre avuto una sciarpa naturale, motivo per cui è un accessorio che non ho mai adoperato davvero.

Taglio o non taglio? Ci penserò un altro po’ e poi prenderò una decisione.

E voi? Porterete i vostri capelli dal parrucchiere oppure rimarrete costanti nel tempo, come la Telefunken?

Il ritorno di Splinder

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Photo by freestocks.org on Unsplash

Scommetto che la maggior parte di voi conosce questo nome, Splinder, poiché è stata, quasi per tutti i blogger, la prima piattaforma su cui hanno aperto il proprio blog.

Per tutti gli altri (non sapete che vi siete persi!) Splinder è stata una piattaforma blog tutta italiana nata nel 2001 da un’idea di Marco Palombi. Molto prima di Facebook, Splinder metteva in contatto i blogger, li avvertiva di chi era online e offriva anche un servizio di messaggistica privata e di spazio multimedia. Era, sostanzialmente, un incrocio tra Facebook e WordPress. Era una piattaforma più semplice ma anche più genuina. Potevi completamente personalizzare il template, per registrarti ti serviva soltanto una email, un nick ed una password ed era bello connettersi e guardare chi era online, quali erano gli ultimi post pubblicati – tutti in italiano, senza algoritmi di popolarità; leggevi i post di chiunque, dunque era più facile farsi conoscere dagli altri – proprio nel rispetto dell’idea di fondo di Marco Palombi, cioè quella di superare la “lonely net”.

Da www.profstanco.com

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La moglie peggiore del mondo

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Un’amica mi ha prestato questo libro, “La moglie peggiore del mondo”, di Polly Williams.  Le è venuto in mente mentre stavamo parlando di Bridget Jones e di quanto sia brillante il suo personaggio.
Ho cominciato a leggerlo finendo per arrivare più o meno a pagina 50, poi mi sono fermata.

Non riesco ad entrare in empatia con la protagonista, anzi, direi che mi sta proprio antipatica. Sono più in accordo con il marito, e – pensate un po’ – con la suocera. (Argh)

C’è un femminismo estremizzato tra le prime pagine di questo romanzo. Sadie non pulisce casa perché semplicemente ritiene che le donne moderne non debbano farlo e quando il marito, tornando da lavoro la sera, le fa notare che ci sono gli stivaletti di gomma del figlio sporchi di cacca in corridoio da almeno una settimana, lei gli dice che se proprio ci tiene tanto può lavarli lui, dal momento che non ha sposato una cameriera. Questo è il primo degli episodi che mi vengono in mente, ma le prime 50 pagine sono piene di esempi simili.
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