Recensioni lampo: il ritorno di Mary Poppins

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[dropcap]U[/dropcap]ltimo post dell’anno.

Anziché fare un bilancio del 2018, o dirvi cosa farò stasera, ho pensato di dirvi cosa ne penso del film “Il ritorno di Mary Poppins”, che ho visto ieri sera al cinema. In breve. Potrebbe essere una nuova rubrica, che ne pensate? Potrebbe interessarvi?

[warning]Ci sono degli spoiler – se di spoiler vogliamo parlare in un film della Disney – per cui ocio se non volete rovinarvi la visione “vergine” del film.[/warning]

Sostanzialmente, l’intero film ripete la trama del Mary Poppins originale. I due fratellini Banks, Jane e Micheal, ormai sono cresciuti e ripercorrono le orme dei genitori: bancario lui, sindacalista (suffragetta) lei. Entrambi hanno una vita disastrata e piena di problemi, fino a quando Mary Poppins (probabilmente, la tata della famiglia Banks da contratto) entra nelle loro vite per sistemarle – con un poco di zucchero – ancora una volta. Perché dico che il film ripete la trama del primo? Si ripetono le stesse avventure, sebbene con uno stile diverso: Mary Poppins mette in ordine i bambini anziché la stanza; Mary Poppins e il nuovo Bert (Jack) portano i bambini all’interno di un vaso anziché di un dipinto sul marciapiede; Mary Poppins e Jack portano i bambini ad aggiustare il vaso da una stravagante cugina che cammina sul soffitto (lo zio Albert vi ricorda qualcosa?); Mary Poppins e Jack portano i bambini giù per le fogne anziché su per un camino ad incontrare dei lampionai anziché degli spazzacamini; il film si conclude con la famiglia che, ritrovata l’allegria, si reca alla fiera di primavera nel parco a far volare palloncini anziché aquiloni.

Mary Poppins: praticamente perfetta sotto ogni punto di vista!

Mary Poppins: praticamente perfetta sotto ogni punto di vista!

Ma tutto questo non è un male, anzi.

Mi piace l’idea di omaggiare il film originale in questo modo, mi piace l’idea di infilarci qualcosa di squisitamente inglese come la scommessa alla “Viaggio del Mondo in 80 giorni”, mi piace l’idea di lasciare intatta la sensazione che tra Mary Poppins e Bert ci fosse del tenero. Ho trovato incredibilmente intelligente e delicata l’idea di far fare ai due penny “per dar da mangiare ai piccioni” il ruolo di deus ex machina, e mi è piaciuto persino Colin Firth e la sua aria terribilmente british nel ruolo del cattivo di turno. Ed anche Emily Blunt è una deliziosa Mary Poppins, devo dire. Immagino che sia un personaggio che ha amato da piccola e che le è piaciuto interpretare. Mi è piaciuto anche calare la storia in un epoca simile alla nostra: crisi economica, bambini che devono crescere in fretta per aiutare i genitori, clima cupo e convinzione che certe cose siano vecchie e superate.

Quello che non mi è piaciuto sono stati, nell’ordine:

  1. Gli attori che interpretano Jane e Micheal adulti sono dei cani. Recitano malissimo, sono ampollosi e assolutamente artificiali. Zero in condotta.
  2. Le canzoni sono brutte e senza senso. Dovessi ripetere la morale che insegnano non ne sarei in grado, un po’ per l’italiano massacrato, un po’ per il ritmo poco coinvolgente.
  3. I pinguini. Le tenere bestiole innamorate (come tutti, del resto) di Mary Poppins nel primo film non hanno che un ruolo marginale, di comparsata, buono solo per far puntare l’indice alle trentenni e farle saltellare sulla poltroncina del cinema esclamando sottovoce: “Awww, i pinguini!”.
  4. New Bert non è male, è carino e simpatico, per carità, però non ha quel carisma del Bert originale, quella voglia di vivere, quella dentatura… Insomma, non lo vedevo molto convinto a fare New Bert.
  5. Si parla di George Banks, come è giusto che sia, (il mio personaggio preferito dopo Mary Poppins), ma non si accenna neanche un po’ alla Signora Banks. Che fine ha fatto Winifred? Ha perseguito i suoi ideali di radical chic o ha cambiato stile di vita?

Insomma, volevo fare una recensione molto più breve ma, come sempre, mi sono lasciata prendere dalla tastiera del pc.

In generale, il film mi è piaciuto. Eccettuati i grossi MEH di cui sopra, è un film che ha un cuore, che è stato scritto da persone che hanno amato il primo e che ne hanno rispettato, per questo, il messaggio originale. Non è un prodotto da fanservice, né una pellicola girata palesemente per spillare soldi ai nostalgici. Nelle scene fantastiche si rivive quella magia che ha reso Mary Poppins la tata più amata di sempre. E’ un film per famiglie, è vero, ma è un film dove ci si rende conto di aver sempre bisogno di una Mary Poppins a cui rivolgersi, anche se si è grandi. Anzi, forse, sopratutto se si è grandi.

Si ha sempre bisogno di Mary Poppins.

Post polemico

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Voglio sollevare una piccola polemica per quanto successo con i francobolli in metallo usciti con Topolino di questa settimana.

In occasione dei 90 anni di Topolino, infatti, l’omonima rivista sta facendo uscire in allegato i francobolli in metallo che celebrano le avventure più significative del topo più famoso del mondo.

La prima coppia di francobolli è uscita con il Topo n° 3288, mentre le coppie seguenti sono previste per i numeri 3289. 3291 e 3292. (Non chiedetemi perché salti un numero, forse perché con il 3290 usciva l’album dei calciatori?)

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