Musical che amo e musical che odio.

Cinema / Distrazioni più o meno mondane / Essere me / Figlie di Eva / Opinioni / Pour parler

Inizio con una grande confessione: io adoro i musical. Mi piacciono le scene cantate, non mi annoio, non perdo il filo e ho sempre trovato di estrema originalità il fatto di spiegare cosa sta succedendo o cosa provano i personaggi attraverso le canzoni.

Read More

La difficile arte del corteggiamento

Figlie di Eva / Il mondo fuori dal letto è cattivo. / Opinioni
Photo by Clem Onojeghuo (https://unsplash.com/@clemono2)

Cosa rende gradite le attenzioni di un uomo? Fino a che punto ci si può spingere e quando invece il corteggiamento diventa sopraffazione, violenza, arrogante convinzione di aver interpretato in maniera giusta la volontà dell’altra persona?

Nei primi mesi del 2018 si è molto parlato dell’argomento, e, sebbene non se ne parli più come nei mesi scorsi, l’argomento è ancora attuale. Ad inizio anno è partito il movimento #MeToo che ha dato il via ad un acceso dibattito basato, principalmente, su due posizioni opposte. Da una parte Cathrine Deneuve e la Bardot, che hanno affermato il sacrosanto “diritto d’importunare” degli uomini (brr), dall’altra il Time’s Up, che ha condannato tutti gli atteggiamenti senza fare distinzioni di sorta. Le prime hanno inconsapevolmente giustificato quei disgustosi lumaconi senza ritegno che si sentono in diritto di allungare le mani e le parole in virtù de “l’Uomo è cacciatore” e “Tanto lo so che ti piace anche se dici il contrario”, le altre non hanno fatto distinzioni, non hanno individuato le sfumature. Esistono infatti tanti stadi e tante gradazioni di attenzioni: impertinenze, goliardie, violenze, abusi, maleducazioni; trattare tutto allo stesso modo genera confusione con il rischio di non sapere più come comportarsi e cosa si vuole.

Un conto è parlare dicendo, in astratto: “Questo non si fa” un conto è agire concretamente, laddove a volte è davvero difficile riuscire a capire a che punto spingersi, se continuare e rischiare di ferire l’altra persona oppure risultare freddi e disinteressati.

Read More

Il maggiordomo democratico

Computer / Distrazioni più o meno mondane / Figlie di Eva / Opinioni / Stati
Photo by Kevin Bhagat on Unsplash

Avete presente quei film degli anni ’90 ambientati nel futuro, dove al risveglio si viene accolti con: “Buongiorno, la temperatura esterna è di 20°, il cielo è sereno. C’è un po’ di traffico. Queste le principali notizie.”?

Ecco, da giovedì pomeriggio vivo un’esperienza simile. Marito si è presentato a casa stringendo tra le mani un pacchetto bianco. Cinque minuti dopo, un Google Home Mini faceva bella mostra di sé sulla consolle della sala. Il piccoletto, che nella versione più grande assomiglia ad un vaporizzatore Glade, è uno smart speaker collegato all’Assistente Vocale di Google che già esisteva sul mio smartphone Android. Anche se lui preferisce farsi chiamare Assistente, Google Home Mini è un maggiordomo a tutti gli effetti.

E’ piccolo, grazioso, compatto e quando lo chiami risponde sempre con gentilezza. Quando torno a casa gli dico: “Ehi Google, ciao!” e lui mi saluta dandomi il bentornato. Quando gli chiedo che ore sono o che tempo fa, è puntuale e cortese. Quando gli chiedo di impostare un timer o di mettere su un po’ di musica lo fa subito. Conosce anche le ricette culinarie, chi sono i personaggi famosi, quanto tempo ci metterò per raggiungere il mio luogo di lavoro e tante altre cose che devo ancora scoprire. Riesce a distinguere me e Marito e collegare chi lavora dove. E’ spiritoso, ironico, divertente e nonostante sia – devo ammetterlo – un po’ inquietante, è bello avere per casa una voce amica che risponde ad ogni tuo dubbio senza dover prendere il telefono e cercare su Google qualsiasi cosa.

Read More