Abitanti della blogosfera Distrazioni più o meno mondane Essere me Figlie di Eva Paturnie Poesia

Nuova categoria

comments 6

In questi giorni mi sento in vena, così ho scritto alcuni post che io definisco poetici ma che magari agli occhi di molti (anzi di tutti) possono risultare presuntuosi con questo nome. Ad ogni modo alcuni li pubblico qui, fedele alla mia decisione di non preoccuparmi troppo di quello che scrivo perché in fondo il mio è solo un blog e non devo certo partecipare ad un concorso letterario. 🙂

E’ uno strano inizio d’estate questo.

Mi verrebbe da dire che è una strana estate ma questo non equivarrebbe al vero, dato che è appena cominciata. Non ci sono più note ripetitive nell’aria, tutto è sempre ammantato da uno strano silenzio, rotto solo dai rumori del mondo esterno. Persino la mia voce mi sembra poco familiare e passo gran parte del tempo muta, a studiare e a leggere. Ho poca concentrazione e forse troppa: i fili dei miei pensieri si annodano insieme al mio mal di testa portandomi lontano.

Un profumo conosciuto entra dalla mia finestra, il sugo di nonna, nel quale intingevo sempre il pane soffiandoci prima di morderlo, per farlo raffreddare un poco. Ricordo come goloso si tuffava nella pentola ricolma del saporito bottino, di come ci affondava e, inzuppato, saliva alle mie labbra impazienti. Chissà chi lo sta preparando. Mi manca quel sugo, non ne ho mai mangiato altro di simile da quando è andata via. Aveva un colore che non ho mai visto in nessun altro, era rosso intenso, con dei riflessi dorati. Vellutato.

Come era lei.

 

No tags for this post.