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Le mie compagne di università

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Non so perché ma ogni tanto mi ritrovo a pensare alle mie , a quanto non abbia veramente legato con loro. Nonostante cercassi un legame, cercassi di capire quali fossero i loro interessi e stabilire, quindi, un contatto, non ci riuscivo: erano reticenti, mi rispondevano a pizzichi e bocconi e passavano subito a parlare degli esami che dovevamo fare.

All’inizio credevo che fossero timide, che non volessero dirmi cosa realmente gli piacesse. Poi ho pensato che fosse colpa mia, ma notavo che facevano così con tutti. Così ho lasciato perdere.

Oggi, quando mi ritornano in mente, mi ritrovo a pensare che forse non avevano realmente degli interessi, e che la loro vita era occupata solamente dallo studio.

Io, appena mi è possibile, mi rifugio nel mio blog, tra i miei libri, tra gli anime e i film. Ma loro? Se anche mi confessavano di essere andate al cinema, non erano in grado di dirmi cosa gli fosse piaciuto e cosa no, di fare un’analisi, di confrontare quella pellicola con un’altra. Si limitavano a scrollare le spalle e dire: “Sì, bello” oppure “Sai, l’ho visto così, per passare il tempo” e chiudevano lì il discorso. Quando gli chiedevo cosa gli piacesse fare nel , mi davano risposte vaghe ed inconcludenti. Dicevano di passeggiare per il corso e guardare la televisione. Ma di cosa parlavano con i non studenti? Possibile che non gli interesse altro che studio e pettegolezzi? Quale vita miserabile era mai questa?

Per questo non mi sono mai fatta delle vere amiche. Non mi sono mai sentita veramente a mio agio con qualcuno, poiché quel qualcuno non riusciva neanche a comprendere i miei interessi.

Parlare di anime, videogiochi, film, serie tv, blog, libri è una cosa che sono riuscita a fare a pieno solo con il mio ragazzo.

Per questo dico che è S. anche il mio migliore amico.