Sabato si è celebrato il Royal Wedding, e di questo ne sarete sicuramente tutti a conoscenza. Megan Markle e Harry Windsor si sono giurati amore eterno nella cappella di St. George, nel Castello di Windsor, davanti a 600 ospiti e mezzo mondo. Abbastanza come testimoni di nozze, no?

La sposa vestiva un abito di Clare Waight Keller, direttrice creativa di Givenchy, e ha chiesto espressamente alla stilista di avere tutti e 53 paesi del Commonwealth; perciò la Keller ha scelto per ogni Paese un fiore distintivo e li ha uniti in una grande composizione floreale. Oltre a questi, la sposa ha deciso di far ricamare altri due fiori: il calicanto d’inverno, che cresce davanti al cottage di Kensington Palace, la residenza ufficiale degli sposi ed il papavero, simbolo della California, paese d’origine della nuova Duchessa del Sussex.

Lasciatemi dire che il vestito di Megan era stupendo. Sarà perché mi ha ricordato il mio, sarà che a me piacciono le cose semplici, lineari e chic, ma era veramente un incanto. Mi piace di più di quello di Cathrine, sebbene anche il suo fosse meraviglioso.

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Photo by www.vanityfair.com/

Ma tra tutti gli invitati, seconda solo alla sposa (e alla beneamata Queen, of course) c’è lei, Amal Clooney. No, dico, avete visto che incanto il suo abito?

Photo by http://www.popsugar.com[/caption%5D [caption id="attachment_13525" align="aligncenter" width="320"] Photo by Harper’s Bazaar
Il vestito è di Stella McCartney, un tubino bombato sui fianchi con il retro a coda di rondine. Il cappello piatto a veletta completa il tutto in maniera tradizionale e moderna allo stesso tempo.

Chi penserebbe mai al giallo per un abito da invitata, e per di più invitata ad un matrimonio reale? Tutti ripiegherebbero sul classico colore pastello, sicuri di non sbagliare. Eppure lei, Amal, sceglie un giallo senape per calcare con naturale eleganza il sentiero che conduce alla Chiesa. Non un colore tenue, come quello che veste la cravatta del marito George, ma una tonalità vibrante che si fa ben notare e dice, seppur con discrezione: “Io sono qui”.

Ah, se anche il marito avesse avuto lo stesso coraggio.

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