Essere me Figlie di Eva Il mondo fuori dal letto è cattivo.

La resa dei conti è solo rimandata.

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E’ ufficiale, domani non vado a fare l’esame di Commerciale.

Sì sì, lo so che si deve sempre provare e che non ci si può far prendere dallo sconforto e roba varia, ma chi mi legge da un po’ saprò quanto io sia kamikaze all’uopo –> leggi Procedura Civile a settembre, e quindi non mi tiro indietro se ho una qualche benché minima possibilità di farcela, leggi aver ripetuto tutto il programma per bene e sapere che il senso di fallimento che aleggia sulla mia testa non è una premonizione ma solo stress e paura.

Se andassi a fare l’esame domani so già che, nel caso in cui passassi, prenderei un voto basso e che dovrei tenermelo, perché mi sono accorta da un momento all’altro di stare abbandonando la mia indole stoica per abbracciare una ben più salutare indole epicurea, indi per cui potrei tranquillamente accettare un 18 senza troppi sensi di colpa (Cielo, ora non esageriamo, sicuramente mi fustigherei ma sarei libera).

Quindi rimando, rimando a quindici giorni da qui a venire, non molto tempo (affatto, parliamo di Commerciale, un esame da oltre 1000 pagine che io preparo tutto insieme su degli appunti, ricordo, e non diviso in due come sarebbe normale fare proprio per levarmelo dai coglioni il prima possibile)  ma abbastanza perché riesca a fissare meglio gli argomenti.

Abbandono il sogno di levarmi Commerciale agli inizi di giugno e partecipare al battesimo della nipotina di S. sabato libera da quest’esame, lo abbandono per far posto ad una più barbara quanto cruda realtà, ma non me ne pento, sinceramente, e questo è l’importante, che io sia in pace con me stessa.

Ergo, dato che ho annunciato la buona novella ai miei a tavola, oggi sono libera di andare dai miei adorabili micini (arrivati venerdì, oggi provo a scattare qualche foto decente dato che fino a ieri ero presa dall’idea dell’esame e ho fatto tutto alla cavolo) invece che sciogliermi lo stomaco nell’ansia così come avevo programmato di fare. Da lunedì ricomincio (o meglio, proseguo) il mio programma e faccio finta di niente.

Come diceva una ragazza di cui amo leggere le gesta, domani è un altro giorno.