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La crociata di San Valentino

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Sì sì, lo so che era una settimana fa, ma io, a causa degli esami (ben due!) non ho potuto né scrivere né festeggiare degnamente questa festa.

Ma dato che qualcosa devo dire dirò, anche se arrivo in ritardo.

Nei giorni subito prima il 14 leggevo messaggi di rabbia e frustrazione, “che palle San Valentino” “abbasso San Valentino” e altre cose così. Il giorno di San Valentino stesso poi la guerra. Non sono stata molto in rete in questa settimana (per gli esami di cui sopra) ma sinceramente ho preferito: non sopportavo tutti quei messaggi di astio come non sopportavo tutti quei messaggi amorosi e sdolcinati (di cui poi ho visto rarissimi esemplari).

Io non sono un’accanita fan di questa festività. Non lo festeggio in grande stile come accade spesso e volentieri nei film. Non compro regali costosissimi o mi getto dai palazzi con un paracadute che si apre all’ultimo momento mostrando la scritta “Ti amo” o “Vuoi sposarmi?”. Per compiere gesti d’amore, scrivere poesie, guardarsi negli occhi sussurrando paroline zuccherose e sopratutto Amare con la A maiuscola non occorre un giorno specifico ma tutti i giorni sono buoni, se il sentimento è vero. Io e il mio ragazzo ci scambiamo solitamente piccoli pensierini che ci diamo tra le altre cose anche durante l’anno: per di più e biscotti che poi mangiamo insieme. Questo San Valentino poi l’abbiamo passato uno lontano dall’altra: lui nella città dove lavora, io chiusa in casa a studiare per l’esame che avevo due giorni dopo. Trovo stupido e insopportabile sbandierare l’amore a San Valentino, trovo stupido e insopportabile taggare i propri amati su in link zuccherosi, trovo stupido e insopportabile far recapitare fasci di mille rose rosse davanti a tutti solo perché così si dimostra alla gente che “ci si ama davvero” come trovo stupido e insopportabile fare queste cose in ogni giorno dell’anno.

Nonostante tutto questo non me la sento di condannare in questo modo il giorno dedicato ad uno che è già stato martire e sinceramente non capisco l’accanimento che c’è su di lui e sulla festa che porta il suo nome, non capisco la frustrazione che cozza contro i cuoricini di plastica dei palloncini e le pubblicità con le poesie di Prévert lette in sottofondo. Anche quando non ero fidanzata non ho mai vissuto in modo così rabbioso questo giorno, e quando le mie compagne di classe si facevano mandare le rose in classe dai loro ragazzi non provavo né invidia né astio, solo pena per la loro evidente megalomania e la loro evidente insicurezza.

San Valentino, la festa degli .

Io direi piuttosto che è la festa degli eccessi: chi troppo rancore da una parte chi troppo amore di plastica dall’altra. E poi anche la scusa accampata per giustificare tutti questi messaggi di protesta contro questo giorno mi sembrano un pò un nascondersi dietro un dito: “è solo un’altra trovata commerciale”, “l’amore non esiste”, “San Valentino è stupido come chi ci crede” etc etc mi ricordano le scuse delle compagne di scuola di cui sopra l’anno successivo a quello dell’invio delle rose in classe, quando il fidanzatino di turno le aveva mollate e loro erano tornate a mangiare cioccolatini comprati da sole sul divano il sabato sera guardando “C’è posta per te”. Tutte le feste sono diventate commerciali ormai, il Natale, il Capodanno, l’Epifania, la Pasqua… persino il 17 marzo che ancora non è festa nazionale lo è diventato. Questa poi si spreca tra bigliettini, regalini, dolcini e Baci Perugina ma è l’unica che viene martirizzata così tanto. Che poi è una festa commerciale anche per i ; ho visto un sacco di annunci che dicevano:”Non sopporti la vista delle coppiette? Fuggi e vai nella spa “il Paradiso dei ” etc etc. Inoltre sono dell’opinione che se a uno sta sulle scatole qualcosa la ignora e non ne vuole sentirne parlare, cerca di evitarla a tutti i costi e non si mette lì a insultarla, offenderla et altre amenità simili. Tipo me con il Grande Fratello ecco.

E allora, se posso permettermi di dirlo, un motivo ci sarà… o no?