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La cellulite è una malattia

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Dunque, è dall’anno scorso che ho voglia di scrivere su questa pubblicità abnormale che circola su tutte le reti Rai e Mediaset, e, da novembre, pure su tutte le altre causa passaggio digitale terrestre della mia beneamata regione.

E dice che la è una malattia.

Questa qui per intenderci.

Ora, io non so se la cellulite sia una malattia o meno, so solo che quelli della sono esperti in psicologia perversa con cotesta pubblicità perché io, ogni santa volta in cui mi ci incappo inevitabilmente parto con i miei grovigli mentali e i miei sensi di colpa allucinanti, roba che il silicio di Sylar nel Codice da Vinci è una frusta di liquirizia al confronto. Io ho avuto culo, col mio fisico, lo dico senza falsa modestia. Nel senso che porto una 42 ma non ho mai fatto niente per meritarla, sono troppo pigra, lo ammetto, e avendo un metabolismo sostanzialmente a mio favore non ho mai avuto nemmeno grandi stimoli per fare sport. Sono proporzionata, ho le mie curve, la forma del mio viso mi piace tantissimo e non ho mai richiesto grandi manutenzioni, né per la pelle né per i capelli.

Mi ritengo, dunque, fortunata.

Ma una cosa mi affligge, da sempre: la cellulite. Ricordo che la prima volta che apparve ero in prima superiore, dunque verso i 14 anni. E sulle prime manco la riconobbi. Non erano i classici buchetti, erano delle piccole smagliature bianche sulla parte alta della coscia. Non ci feci caso (nell’adolescenza ero un’intellettualoide che si prendeva troppo sul serio per preoccuparsi di aspetto fisico, vestiario e cose simili) e continuai fino a raggiungere la veneranda età di 23/24 anni. Da lì in poi mi sono resa conto che i buchetti erano evidenti. ne accorsi da una foto che mi scattò una mia amica al mare, dove facevo la scema e imitavo la posa di Betty Boop. Ecco, quella coscia sinistra appoggiata sulla destra mi rivelò in un secondo tutto quello che non avevo visto in anni di disarmante rifiuto mentale al fashion system: da lì cominciarono le mie paranoie. Se prima al mare andavo tranquillamente, ora mi nascondevo dietro un pareo. Se prima in costume stavo in qualsiasi posizione mi paresse, ora stavo attenta a mettermi in una che non evidenziasse troppo ‘sti buchetti del cavolo. Se prima mangiavo qualsiasi cosa volessi, ora stavo attenta a non ingurgitare cibo troppo salato. Ovviamente tutti questi sforzi sono stati vani; più che altro perché non costanti: dopo un po’ ricominciavo a lasciarmi andare, convinta che senza un adeguato esercizio fisico mirato (vedi attrezzo palestra) non avrei raggiunto risultati considerevoli.

Poi arriva codesta pubblicità che mi dice che sono malata. E qui mi offendo. Le altre non mi hanno mai fatto troppo effetto; ma questa raggiunge lo scopo. O meglio, raggiunge lo scopo solo in parte, dato che non ho mai comprato il prodotto e dato che sono permalosa, non lo comprerò mai. Però ogni volta che la mandano io inevitabilmente mi sento in colpa, inevitabilmente mi guardo allo specchio e constato che ho i cosciotti che lo Stincotto Palmieri mi fa un baffo, inevitabilmente mi sento in colpa perché dimentico di bere litrate di acqua (sul serio, io mi scordo di bere. Berrò sì e no 1 lt di acqua al giorno, e non ci conterei troppo), inevitabilmente mi sento un pallone e invidio da morire le gambe magre e affusolate di Bianca Brandolini D’Adda che si può permettere le stringate da uomo coi pantaloncini senza somigliare ad una bambola di creta modellata da un bambino di 5 anni. Che poi, effetto strano, da quando ho smesso di prendere la pillola (circa due mesi fa) mi sento ancora più gonfia e avevo persino messo su un chilo (poi fortunatamente abbandonato sul ciglio della strada) quando mi aspettavo l’effetto opposto.

Insomma Somatoline, devo farti i complimenti per la scelta degli ideatori pubblicitari. Un po’ meno per le paranoie che mi hai inculcato in testa, inutili poi, dato che a te non servono in quanto no tengo dinero per comprare il tuo prodotto, anche volendo, e a me che hai aggiunto un’insicurezza in più al mio già grave fardello di insicurezze riguardo le mie cosce. E per questo non ti comprerei anche se potessi.

Spero solo che le ragazzine non prendano troppo sul serio questo spot. Se lo togliessero (o modificassero) sarebbe meglio secondo me, può influenzare pericolosamente. Oltre che essere offensivo.