La Befana vien di notte…

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Scopa della Befana

…con le scarpe tutte rotte, il vestito alla romana, viva viva la !

Mi sono sempre chiesta chi sia davvero la Befana.

So che Babbo Natale viene da San Nicola, ma la Befana? Perché è una vecchina e perché dispensa dolci e regali ai bambini?

Così ho fatto una piccola ricerca sulla rete: la Befana, corruzione lessicale di , è per tradizione una vecchina poco avvenente che, nella notte tra il cinque e il sei gennaio, vola sulla sua scopa lasciando regali ai bambini buoni e aglio e carbone a quelli cattivi.

La buona vecchina è una figura molto antica, e simboleggia, come spesso accade per le feste, la vittoria della luce sul buio. Già nell’antica Roma, infatti, si credeva che in questo periodo delle figure femminili volassero sui campi coltivati per propiziare il futuro raccolto.

Ma perché è una vecchina?

In base alle mie ricerche, la Befana è una figura diffusa in tutta Europa: la troviamo in Scandinavia, in Gran Bretagna ed in Austria. E’ la personificazione della natura invernale, ma anche dell’anno vecchio che se n’è appena andato: naturale quindi immaginarla come una persona anziana e poco calorosa.

La tradizione la vuole “vecchia” ad indicare il finire di un ciclo: con il solstizio d’inverno si passa infatti dal vecchio al nuovo, dal freddo e dalle notti interminabili all’allungarsi del periodo di luce; inoltre, a livello di calendario legale, con la fine dell’anno si entra nel nuovo anno gregoriano; anche a livello liturgico si conclude il Tempo Liturgico forte, natalizio, e comincia quello Ordinario. Proprio per questo il giorno dell’Epifania, quando si festeggia anche la Befana, viene recitato “Epifania, tutte le feste porta via”. (Wikipedia)

Mi piace come questa figura raccolga culture e tradizioni: è femmina come le dee romane che auspicano la fertilità della terra; è vecchia come l’anno appena trascorso; è freddolosa come l’inverno appena iniziato.

Non è quindi una strega, come a volte ho letto, bensì la Natura che muore e rinasce, è l’anno che se ne va, è l’augurio di un buon raccolto. E’ un mito, una leggenda, ed è per questo che la vera Befana ha i panni della tradizione italiana. Via scarpe e cappelli a punta, niente mantelli svolazzanti propri delle streghe: la nostra Befana ha un fazzolettone di lana pesante sulla testa, uno scialle sulle spalle e delle vecchie scarpe ai piedi. Avendo sempre freddo, non butta mai via i suoi vestiti: per questo ha la gonna rattoppata e i guanti bucati.

Perché vola a cavallo di una scopa?

Mi sono chiesta anche questo: perché la scopa? Anche questo oggetto è da ricondursi alla tradizione e al simbolismo. La scopa spazza via le anime, purificandole: anche questo rappresenta l’anno nuovo, i buoni propositi, il solstizio d’inverno che vede la vittoria della luce sul buio.

Da dove vengono le della Befana?

La Befana usa vestiti rattoppati, e non fa eccezione il grande sacco in cui porta i suoi doni. E’ talmente liso che nel tempo ha preso una forma allungata, simile ad una calza.

La Befana ed i Re Magi

Parrebbe dunque che non ci possa essere affinità tra le due figure: la prima è pagana, i secondi cristiani. Eppure c’è una storia che li farebbe incontrare.

Una leggenda religiosa invece racconta che i Re Magi in viaggio per Betlemme avessero chiesto informazioni sulla strada ad una vecchia, e che avessero insistito perché lei andasse con loro a portare i doni al salvatore. La vecchia rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un cestino di dolci e si mise in cerca dei Magi e del bambino Gesù. Non trovandoli bussò ad ogni porta e consegnò dolci ai bambini sperando di potersi così far perdonare la mancanza. (Wikipedia)

Perché distribuisce i dolci ai bambini?

Pare che richiami Santa Lucia e San Nicola, che durante il mese di dicembre donano giochi e dolci ai bambini buoni. Se devo essere sincera, io prendevo anche il carbone come un regalo: pensavo che, male che andasse, almeno potevo bruciarlo per riscaldarmi. 😀

La Befana ha quindi una storia antica, ed è popolare in diverse culture, anche molto lontane tra loro. E’ una figura assai più profonda di quel che si creda, e dopo queste ricerche non posso far altro che apprezzare maggiormente la calzina piena di dolci che trovo ogni anno sotto l’albero di Natale, a casa dei miei. Non è soltanto il gesto tenero di una mamma, ma anche un buon auspicio per l’anno appena iniziato.

E’ un modo cortese e sottile di augurare un anno nuovo ricco di cose belle, di abbondanza, di dolcezza.

 

The Author

Vivo in mondo fatto di libri e computer. Bloggo dal lontano giugno 2007.