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Italians

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Ho realizzato con enorme sconforto che le sugli all’ sono vere.

Gli italiani all’estero sono i classici pizza&mafia delle barzellette, che si addormentano durante le conferenze e ci provano con tutte le belle ragazze che vedono in giro. Sono i simpatici guasconi, le adorabili canaglie, i bravi amatori (perché l’importante è quello, no?) che però il mattino dopo chiamano la mamma invece che salutare con un bacio la donna con la quale hanno giaciuto, sono coloro i quali sganciano mazzette strizzando l’occhio in cambio di favori e sono anche quelli che si credono fini quando poi non lo sono. E sono, ovviamente, gli imbroglioni e i furbetti per eccellenza. Con il crocefisso d’oro della prima comunione che spunta dalla camicia.

Scrivo queste mie con le lacrime agli occhi, vergognandomi un po’ dei miei compatrioti all’estero e di come le leggende metropolitane sul loro comportamento siano – ahinoi – vere. Come faccio a saperlo? Qualche mese fa all’università ho conosciuto un ragazzo croato, Frano, il quale alla nostra domanda: “Come ci vedete?” ha esordito scuotendo la testa e mettendo le mani avanti, dicendo che fino a poco tempo prima aveva una pessima opinione di noi italiani. La prima volta che ha avuto un incontro ravvicinato con noi è stato nel suo Paese, la Croazia, mentre stava baciando la sua ragazza per la strada. I nostri beniamini si sono avvicinati e hanno cominciato a dire: “” (ora non mi sembra più tanto strano che la frase sia diventata famosa e rappresentativa del tricolore) con complimenti e squadrate da capo a piedi. La seconda volta, sempre in Croazia, ha conosciuto una ragazza italiana con la quale usciva e che ha troncato ogni rapporto con lui quando è venuta a sapere che era croato (ma dai?).  Poi è venuto in Italia per studiare e ha cambiato idea accorgendosi che non siamo tutti così (meno male).

Altri esempi di italiani che vedo sono quelli dei telefilm americani. In “” i protagonisti sono italo-americani e sono volgari, ignoranti, vanitosi e facilotti. Idem dicasi per quel disgraziato di e il suo “That’s Amore”. Anche nelle mie adorate “Desperate Housewives” gli italiani sono rappresentati come belli, ben vestiti, ben pettinati ma ahimè dai modi rozzi, dalla parlata poco fine e sempre implicati in losche situazioni. Insomma, asini travestiti da cavalli. Altro luogo comune è il saper mangiare, e su questo non ho nulla a che ridire, sebbene me la sia presa sulla battuta di Bree Hodge (la mia casalinga preferita) quando ha ribattuto che: “Ho fatto provare ai miei clienti del cibo raffinato ma loro volevano le lasagne”.

Comunque voglio spezzare una lancia a favore degli italiani, ai quali comunque consiglio di comportarsi meglio (in generale, non solo fuori casa). Stranieri, siete troppo legati ai luoghi comuni. Noi non siamo tutti così. Siamo anche così (purtroppo) ma distaccatevi dalla convinzione che ci chiamiamo tutti Mario, Luigi e Antonio, dal binomio pizza&mafia e che siamo volgarotti. E maniaci sessuali. Ah no, come si dice… passionali. Ecco.

Reinventiamo un nuovo mito, please.

11 Comments

  1. Per non parlare poi di noi siciliani all’estero e spesso anche qui stesso in Italia , che siamo la mafia fatta a regione, oltre che sempliciotti e contadini per natura -.-

  2. Io, in Francia, vidi un cartello, scritto IN ITALIANO (solo ed esclusivamente in italiano) “Non rubare”. Lì per lì me ne andai offesissima, però poi mi sono resa conto che, sebbene la cosa fosse assurda in sé, qualcosa per meritarci quest’attenzione particolare i nostri connazionali devono pure averla fatta.

    Non parliamo del capitolo Domenico Nesci, lui e il reality con i salami e i prosciutti appesi sullo sfondo del confessionale -.-‘ Tempo fa (parecchio, prima dell’Isola di sicuro) beccai il programma di Pif su MTV, con Pif che era andato a casa di Nesci in America…a parte le pacchianate assurde (animali di ceramica grandi quanto dinosauri), la cosa che mi spaventò era lui che ripeteva “loro vogliono vederci così, ci trovano divertenti, e allora io mi comporto così, a loro piace e mi arricchisco” ma che schifo -.-

    • Ma che meraviglia, dunque lui è un burattino: se facesse audience farsi fare la pipì in testa lui se lo lascerebbe fare…? Che schifo davvero, queste sono braccia rubate all’agricoltura… più che altro di lui m’importa poco, è della figura barbina che fanno fare all’Italia…
      Per quanto riguarda il cartello in Francia, hai perfettamente ragione: mi sarei offesa anche io.

  3. Hai proprio ragione. Io per il poco che ho visto (quando viaggiavo da piccola non me ne rendevo conto) non siamo proprio visti come la quintessenza dell’ educazione. 
    Siamo sempre quelli che urlano, che fanno casino, cose pacchiane, che si sfondano di cibo, i lat(r)in lover per eccellenza sempre pronti a fare i piacioni e gli spacconi, e che quando mettono il naso fuori di casa riducono le città come dei letamai. 

    Tutto verissimo, anche se non tutti siamo così (grazie al cielo), però non è che i turisti/ immigrati che vengono nel nostro paese siano proprio perfettini eh?  Se a Genova passi davanti ad una distesa di spazzatura (spesso) puzzolente o sei a Scarpino (la discarica della città) o vicino ad un campo di zingari, o vicino ad una casa occupata, o in una spiaggia dove sono appena stati dei turisti. Se sali sul bus e c’è uno dei soggetti sopracitati, il minimo che ti succede è la radiografia della tua persona, con commento in lingua/ fischio annessi. E’ degradante.

    Insomma, che si diano tutti una regolata. Turisti o immigrati, italiani o no, quando si va in un altro paese ci si comporta in maniera civile, per far sì che questi pensieri cretini smettano di esistere, per amor proprio e per amor di patria.

    Amen.
    🙂

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