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Io e Luna.

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In questi giorni mi sento un po’ giù, o meglio, mi sento annoiata, svuotata, mi sembra che tutto ciò che faccio sia inutile.

La solita , i soliti amici del weekend, l’essere costretta a studiare a casa vista l’impossibilità di seguire le lezioni (e sì che ce l’avevo messa tutta per non passare tutti i giorni tra le quattro mura della mia cameretta) il fidanzato lontano con la sua vita mi avevano buttato giù. E’ vero che avevo anche da fare (leggere 4-5 libri per la tesi, scriverla, andare a salutare la zia di S. che è venuta qui, sbrigare le solite faccende etc etc) ma nei momenti vuoti la sensazione di e inutilità del mio fare quotidiano mi assaliva. E, cosa strana, mi sembrava di avere sempre così poco tempo quando invece ora mi accorgo che di tempo ne avevo a sufficienza per far tutto. Così, dopo essere rimasta a letto per tre giorni di fila fino alle dieci e mezzo guardando “” ho deciso che vegetare sotto le coperte non avrebbe spazzato via l’apatia depressa e ho deciso di uscire, godermi la mia stagione preferita, l’

La cosa bella di vivere in un paesino è che sei praticamente immerso nella natura e per le strade non c’è casino, così ho deciso di portare con me anche , la canina di casa. E ho scattato queste:

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Lo so che non sono il massimo, ma capitemi, le ho fatte con una mano sola, col cellulare, mentre un diavoletto della Tasmania tirava il guinzaglio in un modo che tradiva il suo tenero musino peloso.

La passeggiata è servita ad entrambe: lei ha annusato, fatto pipì almeno venti volte, ignorato bellamente altri cani di altri giardini, io ho respirato il vento, ammirato i colori, ritrovato un po’ di volontà di fare. E, soprattutto, non ho pensato a niente. Io non riesco mai a non pensare, quando cammino penso, quando leggo penso, quando sono sotto la doccia penso. Ma questa volta, miracolo, ho lasciato respirare il cervello, probabilmente perché ero troppo impegnata a farmi portare a passeggio da Luna. Non mi ricordo quand’è l’ultima volta che non ho pensato a nulla. Al ritorno ho progettato di uscire tutte le mattine a fare questa passeggiata zen con la mia bretoncina preferita, credo che mi farà bene. Che ci farà bene. Almeno finché il tempo ce lo permetterà. 🙂

5 Comments

  1. Ciao, è tanto tempo che non ci sentiamo.
    Capisco il tuo pensare continuamente, a volte non ti fa vedere nemmeno un fil in pace, bisogna imparare a non farlo, io ci riesco con il QuiGong. Sei brava ad uscire e fare foto non lasciare afferrarti dalla depressione, la maledetta ha un abbraccio da cui non ti lascia andare
    più.
    Buona serata
    Tony

    • Ciao Tony!
      Hai ragione, è da tanto che non ci sentiamo. Da quando sono andata via da Splinder.

      La mia non è proprio depressione, nel mio caso sarebbe una parolona, per esprimere bene quello che sento in questo momento dovrei cantare la canzone di Jack Skeletron all’inizio del film, nel cimitero. Non so come si chiami questa sensazione… 🙂
      Ti confesso che a volte queste mie paturnie mi sembrano capricci. Ma la severità nei confronti di me stessa è un’altra mia caratteristica, insieme al pensare troppo. 😛

      Grazie di essere passato e del tuo commento, spero vorrai ritornare. A presto! :ciao:

  2. Succede anche a me, e non la definirei depressione, bensì vuoto.
    Stare chiusi in casa fa davvero male, io ormai non riesco più a sopportarlo! Quindi sicuramente uscire anche per poco ti aiuterà…
    Comunque non devi sentirti in difetto, inutile… Alla fine ti tieni impegnata sotto molti punti di vista (la preparazione della tesi, gli ultimi esami) e devi considerare già questi tuoi impegni motivi di orgoglio, perchè c’è chi non riesce nemmeno a rendere nello studio!
    Dai Vale, ce la farai, sei in gamba!
    E per i momenti in cui i pensieri ti assalgono, io avrei un’idea: pensa al tuo, al vostro futuro 🙂 Almeno terrai la mente occupata e lontana da pensieri negativi 😉

  3. Pingback: “C’era una volta… | Valentina

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