Stati

Imparerò mai?

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Ieri ho avuto l’ennesima conferma che non è tutto oro quello che luce, e che non sono necessariamente più bravi di .

Devo scrivere delle per il mio non , e ho chiesto ad una ragazza che le aveva già fatte come le avesse svolte lei. Mi ha detto che, se volevo, poteva inviarmele via mail, in modo da rendermi conto di come le aveva strutturate.

Ovviamente ho accettato di buon grado l’offerta.

Non avevo intenzione di copiarle, ben inteso – difatti ho scelto argomenti diversi da quelli trattati da lei – ma, in ogni, caso, ben veniva un aiuto da parte di chi aveva già svolto e consegnato il compito senza ricevere in cambio giudizi negativi.

Così mi appresto a leggere le sue relazioni. «Com’è brava» penso «Scrive proprio bene. Che è brava l’ho sempre saputo, ma ora ne ho la conferma. Scorrevole, pulito, ricco di citazioni ed approfondimenti: proprio un bel lavoro.» mi dico, sperando di realizzare un lavoro simile al suo.

Poi, mentre cercavo su Google fonti che potessero approfondire i miei scritti, trovo, al terzo risultato, un parere paurosamente simile a quello che avevo tanto apprezzato credendolo frutto della mia amica. Non era proprio copiato, questo no, ma la zuppa era quella: saltando un rigo sì e uno no aveva tagliato e cucito – anche male, dato che alcune parti non si capivano – il testo del professionista in questione, e l’aveva rielaborato nella sua relazione.

Qui ho capito che devo smetterla di paragonarmi sempre agli – oh sì, lo faccio, anche se non apertamente, ma inconsciamente lo faccio eccome – e devo smetterla di sentirmi sempre inferiore a loro. Nulla togliendo alla mia amica – che rimane comunque molto brava – non ho qualcosa da invidiarle, né qualcosa da rimproverare a me stessa.

Lei è lei, e io sono io.

E basta.

E io non ho più sette anni.

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