Scommetto che la maggior parte di voi conosce questo nome, Splinder, poiché è stata, quasi per tutti i blogger, la prima piattaforma su cui hanno aperto il proprio blog.

Per tutti gli altri (non sapete che vi siete persi!) Splinder è stata una piattaforma blog tutta italiana nata nel 2001 da un’idea di Marco Palombi. Molto prima di Facebook, Splinder metteva in contatto i blogger, li avvertiva di chi era online e offriva anche un servizio di messaggistica privata e di spazio multimedia. Era, sostanzialmente, un incrocio tra Facebook e WordPress. Era una piattaforma più semplice ma anche più genuina. Potevi completamente personalizzare il template, per registrarti ti serviva soltanto una email, un nick ed una password ed era bello connettersi e guardare chi era online, quali erano gli ultimi post pubblicati – tutti in italiano, senza algoritmi di popolarità; leggevi i post di chiunque, dunque era più facile farsi conoscere dagli altri – proprio nel rispetto dell’idea di fondo di Marco Palombi, cioè quella di superare la “lonely net”.

Da www.profstanco.com Da http://www.profstanco.com[/caption%5D

Come mai un simile Paradiso è fallito, direte voi?

Non si sa di preciso. Un po’ per l’arrivo di WordPress e di Blogger, un po’ a causa del maledetto Facebook, che ha affossato la voglia stessa di tenere un blog. Zuckemberg non ha inventato niente di nuovo, come invece molti pensano, ed anzi ha cambiato la percezione della privacy. Pensateci: una volta era impensabile fornire il proprio nome e cognome per registrarsi su internet, men che meno usarli come username. Anzi, era sconsigliatissimo. Da quando c’è Facebook, invece, anche questo tabù è stato pian piano abbattuto. Ma sto divagando: il primo febbraio 2012 Splinder ha chiuso i battenti, causando una massiccia migrazione sulle altre piattaforme esistenti (io ho provato anche Iobloggo, se c’è qualche collega alzi la mano!) e dando tutto in mano a Dada S.P.A.

Qualche giorno fa una amica blogger ha condiviso la notizia del ritorno di Splinder. Incuriosita, ho cliccato sul link e ho visto che sì, sembra essere davvero tornato. Non è proprio lo Splinder originale, la pagina “Chi siamo” lo dice chiaramente, e si appoggia a WordPress per tenersi in piedi, ma un qualcosa del vecchio Splinder è sopravvissuto…

Se dovessi trasporlo in una scena cinematografica, lo descriverei come il momento in cui Bella guarda negli occhi Adam e riconosce la Bestia.
Da https://frastuono.wordpress.com Da https://frastuono.wordpress.com[/caption%5D

In molti hanno accolto con diffidenza “il ritorno” di Splinder. Dopo un iniziale entusiasmo, hanno amaramente concluso che è solo un modo per cavalcare l’imperante nostalgia diffusa in questo periodo storico e guadagnare un po’ di vile denaro.

Io invece sono ottimista. Credo che dietro questo progetto ci sia una reale voglia di riportare in auge qualcosa di antico che non esiste più, o meglio, esiste ancora, ma solo nei cuori di coloro che sono stati Splinderiani. Il fatto stesso di chiamare la piattaforma Splinder dimostra che sì, i fondatori sono stati splinderiani e sì, ne hanno fatto parte attivamente, dato che hanno applicato molte delle sue caratteristiche. Ci vedo anche un po’ di Iobloggo, probabilmente sono stati anche lì…

Il progetto è ancora in fase beta, dunque è in continuo divenire, ma già adesso permette la registrazione degli utenti e la pubblicazione di post. Ad oggi conta un discreto numero di blogger, molti dei quali hanno conservato l’antico nick, pertanto sembra davvero di fare un tuffo nel passato. Se vi ho incuriosito abbastanza da farci un giro, ecco il link: http://www.splinder.org. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Cavallo zoppo o vincente? Riusciranno i nostri eroi a resuscitare Splinder, portandolo nel 2018? Solo il tempo potrà dirlo.

Per conto mio, sono ottimista. Ed anche un po’ commossa.

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