Opinioni Stati

Il mio futuro

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In realtà a me non dispiacerebbe poi così tanto, fare l’avvocato. Scrivere gli atti, parlare con le persone, tutelare i loro interessi, decidere quanto e quando lavorare (scadenze permettendo), poterlo fare in modo preciso ed ordinato mettendoci creatività nel medesimo tempo: mi ci vedo, in questa veste.

Le mie paure nascono dal fatto che non so se sarei portata per questa professione. Non so se sarebbe quella giusta per me: quando sono insieme al mio dominus e la vedo lavorare, mi sento incoraggiata, ma quando vado in Tribunale e mi scontro con la gente arrogante e presuntuosa, sempre impostata sulla modalità “attacco” per sopraffarti, allora perdo le speranze. Io sono una di quelle che mangerebbero a colazione, senza neanche sputare le scarpe.

E poi, l’esame. L’esame mi spaventa. La mole di libri da studiare, le materie da assimilare sono così tante e così massicce, che mi arrendo prima di cominciare. Mi vergogno di questo ultimo punto; perché mi fa sentire svogliata e stupida: se rinunciassi soltanto per questo motivo, me ne pentirei in seguito, ne sono sicura.

Manca ancora un po’ di tempo, lo so, ma devo cominciare a pensarci seriamente, perché, se decido di fare l’esame, dovrò cominciare a prepararmi tra pochi mesi.