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Il corpo delle donne (sempre lui, sì)

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Nonostante ogni volta mi sembri di scrivere banalità o di ripetermi all’infinito, (magari ci scriverò un sopra. O forse anche no?) voglio ritornare su questo argomento, seppur se ne senta ormai parlare dappertutto. Voglio farlo perché ultimamente mi è capitato di guardare dei filmati che mi hanno fatto molto riflettere, e che mi hanno dato l’idea di trovarmi di fronte ad un documentario sull’evoluzione (in questo caso, retrogradazione) della specie umana.

Non so se vi ricordate la dei fratelli , in cui c’era un idraulico (di cui tra l’altro ero innamorata persa) che, ritrovandosi in una stanza piena di falle dalle quali zampillava acqua, le tappava a colpi di rubinetti. Chiusi tutti i rubinetti e dunque posto soluzione al problema, quando tutto sembrava ormai finito, due getti d’acqua “partivano” dalle orecchie e lui, non potendosi infilare due rubinetti ai lati della testa, si afferrava il naso e lo girava, ponendo fine all’alluvione:

Tutto ciò accadeva nel 1987. Appena cinque anni dopo, eccola lì, la solita donnina (com)piacente e poco vestita dal capello swish che alla fine dello lascia cadere maliziosamente l’asciugamano che la copre.

Ora. Qual’è il messaggio? Sesso in cambio di rubinetti? Perché modificare una pubblicità già deliziosa e simpatica di suo? La fine dello spot sembra l’inizio di un film porno, di quelli dove l’idraulico entra in casa e con la scusa di aggiustare la perdita combina con la padrona di casa annoiata e consenziente.

Prendo ad esempio la pubblicità Zucchetti non perché abbia qualcosa di personale contro (anzi, proprio per il motivo opposto: mi era presa la nostalgia di rivederla e cercandola su You Tube ho potuto confrontare le due versioni) ma per due ragioni, sostanzialmente:

→ Si vede in maniera netta e inequivocabile come si sia passati dalla simpatia alla strizzata d’occhio con gomitata nelle costole nel guardare la pubblicità.

→ Ci sono rimasta male, perché mi hanno rovinato un mito.

Ci sono altre pubblicità che seguono questo cambio di tendenza, andando sempre più in là con quello da considerare lecito o meno, come quella della , che se ha sempre utilizzato lo stereotipo della nuda (La ricordate? Quella nella vasca coi pesci che la sigilla da dentro) ora è arrivata alla Giovanna e alla sua particolare bravura di verniciare gabbie gigantesche con l’idiota di turno che la squadra toccandosi con fare secsi il labbro inferiore.

Ora io dico, è proprio necessario far spogliare sempre e comunque giovani per pubblicizzare prodotti di ogni genere? Posso capire profumi e gioielli, per carità, così come le calze (lì se non inquadri le gambe che devi inquadrare…?!) ma vernici, rubinetti, cancelli… eddai su…

A questo punto viva la Lavazza che mostra un bel giovinotto aitante e ben vestito che ti offre una tazzulella ‘e cafè fumante. Sicuramente lo farà per tutte le polemiche di questo periodo, ma insomma è già qualcosa.