Amo i dinosauri. Li amo da oltre vent’anni, da quando, piccola pampina indifesa, leggevo e rileggevo il libro dei Quindici – il numero 6, per l’esattezza – a loro dedicato. Ricordo che mi piaceva talmente tanto che me lo portavo dappertutto: sul terrazzo, a letto, sul divano. Persino in gita. E sì che il libro dei Quindici non è esattamente comodo da portare in gita.

Quando, nel 1993, uscì il film Jurassic Park, ero contenta ma nello stesso momento timorosa. Faccio sempre così quando una cosa che amo, che coccolo gelosamente diventa improvvisamente popolare, viene scoperta, portata alla luce, le viene puntato un riflettore contro. Sento un senso di gioia, ma, nello stesso tempo, di fastidio e di timore. Oggi come allora.

Avevo paura che avrebbero rovinato i dinosauri, che sarebbero diventati un fenomeno da baraccone, che la cultura pop li avrebbe resi creature coccolose. Forse avevo ragione, o forse i dinosauri erano già roba “per bambini” prima del ’93, chissà.

Quand’è che i dinosauri sono diventati “roba da bambini”?

Ci sono intere università che studiano questi maestosi animali. Esistono fondazioni – gente che investe soldi, ma soldi veri, e tanti – per finanziare gli scavi, esistono professori, gente con la barba, gente seria ed adulta che discute di queste bestie fantastiche, che scopre sempre nuove specie, nuovi dettagli, che ricompone ossa e spende la vita a scavare la terra per ritrovare gli scheletri di questi bestioni.

I dinosauri erano animali preistorici, erano violenti e selvaggi: come possono delle gigantesche lucertole assassine, sempre in cerca di cibo, essere considerate roba per bambini?

Ho cercato un po’ su Google per vedere se qualcuno più autorevole di me era riuscito a dare una risposta a tale quesito ma non ho trovato alcuna opinione in proposito. In compenso, ho visto che tanti articoli affrontavano la questione: perché i dinosauri piacciono così tanto ai bambini? Ne ho letti due o tre, e ho trovato le tesi stiracchiate e ridicole. Per carità, non voglio fare la presuntuosa, ma dire che i dinosauri piacciono ai bambini perché rappresentano l’autorità genitoriale, che loro possono in qualche modo “controllare” mi fa ridere ogni volta che ci penso. Io ricordo perché mi piacevano i dinosauri, lo ricordo perché è lo stesso motivo per il quale mi piacciono ancora adesso.

I dinosauri sono bestie fantastiche, magnifiche: hanno calcato la terra milioni di anni fa ed occorre tanta fantasia per riuscire ad immaginarli.

Sono talmente incredibili che quasi non sembrano mai esistiti, sembrano animali mitologici, come gli unicorni.
E’ questo che colpisce un bambino, che lo affascina. E che lo spinge a ricordare quei nomi tanto complicati che solo i grandi che hanno studiato il greco riescono a capire fino in fondo.

Forse è per questo che vengono considerati “roba da bambini”: perché sembrano provenire da un libro per l’infanzia. “C’era una volta un animale enorme, così grande che poteva superare in altezza un edificio a due piani…”

Ma i dinosauri non sono favole.

Sono realtà. Erano reali e, in qualche misura, lo sono ancora adesso.

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