Distrazioni più o meno mondane Essere me Figlie di Eva Guardando nella stessa direzione. Teatro

Giulio Scarpati

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Ieri sera io e S. siamo stati al , a vedere “Troppo buono“, di . Non ho mai visto il teatro del mio piccolo paesino così gremito, forse attratti dal ridondante nome che recitava sulle scene. Con mio grande gusto i nostri posti erano sul loggione, per cui ho potuto godermi le signore che si apprestavano a vedere lo spettacolo comodamente seduta dall’alto. E qui, le risa. Eh sì, perchè le signore che vanno al teatro, devono infiocchettarsi tutte, e truccarsi, per essere in tono con l’ambiente. E fare l’occhietto al bell’attore dallo sguardo celestino, magari credendo di essere ricambiate.

E dunque ecco sfilate di donne ultra cinquantenni, riccamente ornate di pelliccie (spero ecologiche) di tutti i colori (paglia e marrone, marrone e marroncino, nera e bionda) dal quale spuntava una testa avvizzita e ricoperta di rughe, ma con grossi e pesanti orecchini a far bella mostra di sè ed accecare i poveri che incorrevano nel loro sbrilluccichìo, labbra simili a prugne secche con un rossetto dello stesso colore mordicchiarsi nervosamente, occhi dalla palpebra calante divenuti azzurro piombo o verde smeraldo, capelli tinti&ritinti dalle mani esperte della parrucchiera o più alla spiccia da quelle della proprietaria tirati su a crocchia o in improponibili acconciature. Una di queste mi ha colpito, perchè i pochi capelli erano così tirati da far vedere la coccia sottostante. E le scarpe. Le scarpe… col tacco, decolletè che lasciavano vedere il principio dei diti, a stivaletto, a stivale, basse… ma tutte rigorosamente lustrate a specchio o ornate da fiocchi ed ammenicoli vari. Gli uomini, come in tutte le cose, più sobri, più semplici: maglione e pantalone di lana, al massimo qualche gilè. Siamo sempre in un piccolo paesino, dopotutto.. mica alla Scala…

Quando siamo usciti, il solito stuolo di bimbeminkia ha fatto la sua comparsa, dandomi un gustoso dopo-spettacolo: decolletè lustri e rilustri, montati su gambine traballanti inguantate in pantaloni neri con una bella D&G sulla chiappa, (posto strategico, mica scemi Domenico&Stefano), cappottini di non so chi ma sicuramente con la firma di qualcuno, code di cavallo tiratissime (ma non fa male la testa dopo un pò? E poi con 2 gradi…) gonne corte e calze fantasia…

Insomma, secondo me, lo spettacolo vero non era quello di Lele, ma quello che ho visto (e pure gratis) dentro e fuori teatro… 🙂

P.S. Ho tagliato i capelli.. appena avrò le foto sostituirò quella nella colonna destra con quella nuova, così potrete darmi un parere. Le foto sono quelle di Capodanno, quindi sono proprio recenti… 🙂