Cosa succede quando due F popolari diventano genitori.

Fedez, Ferragni e Leone Lucia.

Non sembra una filastrocca? Forse è per questo che ai TG parlano di questa triade usando di ognuno chi il nome, chi il cognome, chi entrambi. Per l’allitterazione.

Non starò a scrivere “per chi non lo sapesse” perché so che ormai, volenti o nolenti, già sapete di chi sto parlando. Di Fedez, della fashion blogger Chiara Ferragni, e del loro neonato Leone (Lucia è il cognome di Federico in arte Fedez).

Giusto stamattina ho guardato distrattamente un servizio su Mattina Cinque, dove parlavano della sovraesposizione del piccolo di casa ai millemila occhi indiscreti che popolano quotidianamente i profili social di Fedez & Ferragni. Sono in parte d’accordo con quanto detto in studio. Che la coppia sia nata sui social, che, anzi, i singoli siano nati sui social, specialmente la bionda di Cremona (io la Ferragni nel 2009 la seguivo, ho seguito passo passo tutti i suoi successi, l’ho mollata quando ha smesso di bloggare e ha trasformato il suo spazio in una specie di magazine online con annesso negozio) è ormai cosa risaputa. Una mossa del genere è del tutto coerente con i loro personaggi. Che questo sia da giustificare, invece, no.
Ci vorrebbe un po’ di buon senso nel capire che postare ogni secondo della foto di un bambino di neanche 30 giorni è fuori luogo, che ci si potrebbe approfittare della cosa, che vai a sapere chi guarda le foto e cosa ne fa. 

Buon senso. E buon gusto.



Ma stiamo parlando di Fedez e Ferragni, due personaggi che, in quanto a buon gusto, scarseggiano, sebbene lei sia icona del fashion system. Ogni volta che guardo una loro foto, penso a quanto siano trash. Posso capire che ci si debba ricoprire di tatuaggi, che occorra osare, che le Audrey Hepburn vadano di moda soltanto appese al muro di una cameretta con il diadema in testa e il bocchino fumante, posso capire che vada più l’eccesso che la moderazione, che il pubblico venga attratto più da una coloritura fuori dai contorni che da una all’interno, ma non capisco come non si possa avvertire una certa stonatura tra un figlio appena nato ed il verbo “pubblicare”.

Il Lucia senior dice che il condividere momenti speciali della vita fa parte della loro generazione e che loro non fanno niente altro di diverso rispetto a quello che farebbe un loro coetaneo.
Sono d’accordo.
Quello su cui non sono d’accordo, però, è la frequenza degli aggiornamenti. Un coetaneo pubblicherebbe, è vero, ma non qualsiasi cosa e non a qualsiasi ora. A maggior ragione se è popolare.

Buon senso. E buon gusto. Anche questa è un’allitterazione carina, non trovate?

Diario