Essere me Guardando nella stessa direzione. Paturnie

…e di romantiche bijoux al mare..

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Ieri, per la prima volta da quando è cominciata l’estate, sono andata al mare. La giornata era perfetta, cielo azzurro intenso, sole splendido splendente, mare piatto. Teli sulla spiaggia, crema solare in proporzioni bibliche (la mia pelle candida si sarebbe lamentata altrimenti) e giù a leggere "Sherlock Holmes contro Dracula".

Sennonchè voci inaspettate e ciabattare insolito mi fanno girare la testa. Una donna di circa sessant’anni e compagno (consorte? amico? amante? convivente? chissà..) si piazzano in bella mostra davanti alla nostra postazione. Con rapido gesto, la donnina rimane in topless e perizoma, e comincia a spalmarsi abbondantemente di colla vinilica per proteggere il corpo dal sole. In testa un cappellino con visiera rosa. Per non farsi riconoscere? Chissà.. Forse sì, visto che si mette a quattro zampe sul telo. Il compagno/consorte/amico/amante/convivente continua a leggere il suo giornale sulla sediolina, senza profferir parola. <

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Accanto a noi, a nord, una ragazzina color cioccolato, forse brasileira, forse peruviana, in un costumino bianco accecante comincia a fare flessioni, piegamenti, slanci in alto con le gambe e chi più ne ha più ne metta. La sorellina (forse) ancora più cioccolatino, legge tranquilla il suo fumetto delle Winx. La nonna (?) beatamente riposa ignorando la nipote (acquisita? adottata? ospitata?) ginnasta che, dall’impegno messo, pare si stia preparando per le olimpiadi prossime venture. Un signore anche lui sessantenne passa emulando il buon Mitch sulla spiaggia, e le alza un dito in senso di approvazione. Si sa che i Mitch de noantri sono esperti in queste cose.. 😀

Dietro di noi arriva un’altra coppia. Mollano i loro oggetti su di un tronco, in un modo studiatamente fotografico, e se ne vanno. Verso il mare. Io ritorno al mio libro, ora mutatis mutandis in quello su come aumentare la memoria di Gianni Golfera e mi perdo nelle sue tecniche. Azzecco sei parole messe in fila e rialzo lo sguardo. I due ancora non sono tornati, ed è passata mezz’ora.
Ritorno alle tecniche, la bimba olimpionica è sempre lì, stavolta balla sulle note di 4 Minutes a tutto volume sculettando allegramente. Ascoltandolo con le cuffie dell’ipod.
Passano i minuti.
Della coppia non v’è traccia.
Comincio ad immaginare cosa dirò ai carabinieri quando mi chiederanno se, come, perchè e quando ho visto per l’ultima volta i due simpatici, attempati signori e se sembravano felici mentre si sono avviati verso il mare tenendosi per mano. Romanticamente lugubre.
Passano altri minuti.
Dopo un’ora e mezzo li vedo ritornare, e tiro un sospiro di sollievo mentre piego le mie cose e le ripongo nello zaino. Questa volta è andata bene, dai.

E’ ormai mezzogiorno passato. Ci avviamo verso l’uscita e incrociamo una mamma con un bimbo scatenatissimo e biondissimo che va nella direzione opposta alla nostra. Pensare che sia un suicidio ed una mamma snaturata è una sola cosa per il mio cervello, visto anche la pelle ed i capelli del piccoletto, chiari come le nuvolette rade del cielo azzurrissimo che si staglia sopra di noi.

Arriviamo alla macchina e un caldo soffocante ci avvolge. Dio benedica l’aria condizionata… e la gente pazza, che, a quanto pare, deve amare molto vista la quantità ottima ed abbondante in giro…

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