Cinema Essere me Paturnie

… e di ricordi nostalgici…

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Stasera sono in vena di malinconie. Sarà la primavera, sarà la fame, sarà quel che sarà.. ma ripensavo con nostalgia ai "miei" cartoni, dopo aver visto che obbrobri trasmettono ora ai bambini. I miei cartoni, quelli degli anni ’80, erano davvero bei cartoni. Non erano solo fatti per divertire e dare una mezz’oretta di svago dai compiti a casa, ma erano dei moniti, ti facevano voglia di essere migliore.. ti insegnavano qualcosa insomma. Prendiamo la indimenticata Anna dai capelli rossi: è una bambina particolarmente sfortunata, ha i capelli rossi, cosa che al suo tempo, a quanto ho capito, era una faccenda non proprio gradevole, è magrolina, smunta, bruttina e per di più orfana. Un giorno viene adottata, per volere del caso, da una coppia di fratelli ormai non più in giovane età, e la sua vita cambia.. è buffa, pasticciona, imbranata, ha una grande fantasia ed è molto timida, ma avendo le occasioni e impegnandosi seriamente arriva prima agli esami di ammissione ed ha l’opportunità di vincere una borsa di studio potendo fare l’insegnante, suo grande sogno. Inoltre diventa una bellissima ragazza, e sposa (probabilmente) il suo più acerrimo nemico. Uno si ferma e pensa che non ci sono scuse: tutti possono essere primi, anche se partono dall’ultima ruota del carro. Prendiamo Heidi, la svizzerina (non la fetta di carne) dalle guance rotonde e rosa: piccola e paffuta riesce con tanto impegno e tanta amicizia a far camminare la sua amica paralitica, usando dolcezza e buona volontà, grazie anche all’aiuto del barbuto nonno (dal nome quanto età sconosciuti) e del mitico Petar. (so che il nome è brutto ma, otè, si chiama così.. ) La morale è che pur essendo sempliciotte di montagna si riescono a vincere sfide impossibili e puzze sotto al naso, nel senso letterale del termine viste la sovrabbondanze di capre e signorine Rottemmaier. Prendiamo Holly e Benji. C’erano cose impossibili, tipo il campo infinito e i tiri in rovesciata dai dieci metri di altezza, o le acrobazie dei gemelli Dalton che riuscivano alla perfezione, ma anche qui la morale era che se ti impegnavi ed avevi un sogno, potevi far sì che il Giappo vincesse i mondiali. E ci sono molti calciatori famosi che dicono di esserlo diventato perchè sono stati ispirati da Oliver Hatton e Benjamin Price. E così tanti altri, Papà Gambalunga, un’altro dei miei preferiti, dalla trama simile ad Anna dai capelli rossi, e Sailor Moon, che rivalutava le ragazze imbranate e faceva vincere con l’amore e con la bontà.. ammetto che le mie preferenze sono incisivamente influenzate dall’affetto che provo verso questi cartoni: io sono affezionata a queste serie. Ma se guardiamo la situazione anche da un punto di vista oggettivo, vediamo che i cartoni di ora non presentano le stesse caratteristiche: se giriamo su Italia uno all’ora dei cartoni troviamo tre principesse sirene che sono ragazze sulla terraferma, sirene nel mare (e fin qui…) ma per combattere i cattivi ridiventano ragazze. E cantano. Sconfiggendoli. Morale? Per vincere nella vita bisogna mettersi abitini corti e scollati, indossare parruccone (i capelli delle suddette rasentano il suolo) e cantare una canzone. Sembra la biografia della Tatangelo.. E da qui e tutto un dire.. mah.. noi speriamo che ce la caviamo..

 


 

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