…e di ragazze moderne…

Ieri mentre tornavo da Firenze avevo due ragazze, poco più che diciannovenni, sedute nella fila parallela alla mia, entrambe carine, entrambe abbronzatissime, entrambe con i capellli stiratissimi, una delle quali con una frangetta stile Yorkshire, che io non esito a definire "a bimbaminkia" (clicca sul link per saperne di più) entrambe con pantaloncini a righe cortissimi. Una con le infradito, l’altra con le ballerine. Una a capello sciolto, l’altra (quella con la frangetta) con un cerchietto sottilissimo similargento sulla testa, evidentemente per la sua bellezza, non per la sua funzionalità. Io stavo leggendo Julia la criminologa, e dopo che si sono sedute, mi sono immersa nella lettura.

Uno scossone, dovuto a buche, mancanza momentanea di gravità o procione infra strada mi costringono a staccare gli occhi dalla lettura.

…..

(Smanettata, suono di nacchere spagnole misto a campanellini d’argento) "Cioè, voglio dire, cioè mi ha fatto una domanda e… cioè.. ecchecazzo, poteva chiudere una palpebra…" (Smanettata, suono di nacchere spagnole misto a campanellini d’argento)

"In che senso? cioè.. mmm… che esame era?" (arrotolata di ciocca stiratissima  intorno al dito)

(Smanettata, suono di nacchere spagnole misto a campanellini d’argento) "Cioè non so spiegartelo ok? cioè era uno di quegli esami che si fanno all’inizio.. cioè.. "
(Smanettata, suono di nacchere spagnole misto a campanellini d’argento)

"Vabbè dai… nel senso… ora sei in vacanza… cioè fregatene… " (arrotolata di ciocca stiratissima  intorno al dito)

…..

Ritorno a Julia. Mi sforzo di concentrarmi sulla sua amica invadente e grassona che le piomba in casa insieme al cane grosso e peloso. Inconsciamente il mio cervello crea fili logici tra le due accanto e l’amica di Julia col suo cane. I quattro personaggi sono uniti, per certi versi, dalle stesse caratteristiche: peli, invadenza, capacità di piombare nelle case altrui. In questo caso, nelle letture altrui. La mole però non è la stessa. Vado avanti nella storia, pentita della mia cattiveria.

Una delle due – quella che io ho chiamato dentro di me la cioè spagnola – si alza, sculettando nel tentativo di imitare la bella Charlize nella storica pubblicità del Martini, mostrando le lonzette che fuoriescono dalla vita – ahilei! – troppo stretta dei suoi pantaloncini fashion a righe. Ora. Qui parentesi prima di continuare con la storia. Dico io: non è meglio comprare una taglia 44 – la tua – senza mostrare nessuna lonzetta strabordante che comprare una taglia 42 – non tua – che non ce la fa (giustamente) a contenere le tue rotondità? D’accordo, all’amica del cuore e alle nemiche giurate farai vedere che porti una 44, ma sarà sempre meglio che svelare così pubblicamente lonze e sciocca vanità. E uno sciocco modo di apparire più magra di quello che sei. E sciocche illusioni. Come se un asino corresse all’ippodromo per far vedere che è un cavallo. Comunque.

Si avvicina con fare di femme fatale all’autista, un bel giovine sui 30 alla Joaquin Cortes, moro, capello lungo mosso, occhiale fasciante, abbronzato. Camicia azzurrina d’obbligo firmata Rama allentata di due tre bottoni che lascia intravedere un crocifisso d’oro. E’ un bravo ragazzo, dopotutto. Anche se porta gli occhiali fascianti e probabilmente sembra africano anche d’inverno. Cioè spagnola appoggia una mano sullo schienale del suo sedile – aiuto per mantenere l’equilibrio? gesto sexy? gesto che lascia intendere qualcosa? non lo sapremo mai – e comincia a sussurrare qualcosa in fare che, forse, per lei è sensuale. Ride. Mastica la gomma, scuote le nacchere miste a campanellini che ha attaccate al polso, si curva. Si tira su. Arrotola i capelli stiratissimi intorno al dito. Si gira e torna su suoi passi, sculettando, girando la testa, lanciando occhiatine maliziose a Joquin denoantri e ridacchiando. Si siede.

….

(Smanettata, suono di nacchere spagnole misto a campanellini d’argento)"Cioè, ti assicuro, cioè è la fine del mondo!!! cioè ha delle mani… cioè chissà che ci fa con quelle mani!!… vorrei vedergli il sedere.. scommetto che è da prendere a morsi…" (Smanettata, suono di nacchere spagnole misto a campanellini d’argento)

(arrotolata di ciocca stiratissima  intorno al dito) "Oddio davvero? cioè in che senso scusa? " (arrotolata di ciocca stiratissima  intorno al dito)

…..

passa un camion, vicino, coprendo la risposta di cioè. Ritorno a Julia, e mi concentro sulla lettura fino all’arrivo. Quando siamo alla stazione e mi accingo a lasciare il pullman, vedo che scendono davanti, dall’uscita in fronte al posto dell’autista, cioè sculetta scendendo le scale, in che senso ridacchia coprendosi la bocca con le mani. Masticano ancora la gomma che avevano quando sono partite da Firenze, chiacchierano fermandosi lì davanti al pullman lanciando occhiatine a Joaquin.

Scendo, cerco mia mamma che è venuta a prendermi, salgo in macchina. Mi sento appena uscita da un film di Verdone.

La prossima volta mi metto davanti. <!–

–>

 

No tags for this post.

Pubblicato da Diario

Vivo in mondo fatto di libri e computer. Bloggo dal lontano giugno 2007.

Follow

Get the latest posts delivered to your mailbox:

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: