Essere me

… e di gonne e soddisfazioni

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Sono un pò scocciata e nel contempo sollevata. 

Sì, entrambe le cose. E rido anche un pò di me stessa per la futilità del motivo, però io di solito sono una personcina organizzata e quando le cose non vanno come dico io mi rompo. Insomma, il dramma è che non mi va la gonna che avevo visto e che avevo già progettato di indossare ad una festa di compleanno sabato. Non che non mi vada perché non mi entra, non mi va perché mi entra troppo, nel senso che mi va larga e che la mia misura non c’è al negozio. 

Quindi ora capirete la mia frase iniziale: sono scocciata perché la gonna la sognavo da quando ci avevo messo gli occhi sopra, facendomi i film su come sarei stata (devo comprare anche degli stivali nuovi e mi immaginavo tutto il completo) e sono sollevata, contentissima, perché, nonostante tutto, sono rimasta della mia taglia 42. 

… sono cavolate, lo so, ma mi secca. Ho più soluzioni: mettere il sederino in macchina e andare in città a cercarla (nel mio paesello ci sono pochissimi negozi di vestiti, e questo è quello che ha la roba più bella), rinunciare, aspettando la prossima occasione, perché in fondo non è così importante (ma se ce l’ho è meglio) oppure ingrassare raggiungendo la taglia 44, la più piccola del negozio (….ma anche no. E con questo non voglio dire che chi ha la 44 è grassa.) 

Non sembra, ma rompe. Specie se uno non tiene dinero (tipo me). Altrimenti lo shopping sarebbe ancora più divertente. Mica pizza e fichi.

… Uff.