Doppioni

Avete fatto caso che, dall’avvento di , qualsiasi tipo di piattaforma si sta trasformando in un network?

Il risultato è quello, inesorabile, di creare doppioni su doppioni.

Anche il concetto stesso di blog appare diverso.

Una volta significava affidare i propri pensieri ad una tastiera, che li trasmetteva ad uno schermo, che li pubblicava su un “sito” personale. Ora qualsiasi tipo di piattaforma è diventata un blog: , , Facebook, , sono piattaforme nate con caratteristiche diverse che si stanno, pian piano, assomigliando tutte. Commentare, taggare, bloggare, fotografare… sembra che siano tutte la stessa cosa. E questa smania di sharare? Di farlo con le persone che si conoscono, poi?

E’ tutto così… dispersivo.

Giuro che mi mancano gli anni 2000. Quando tutto era agli inizi e tutti avevano un sapore ben distinto. Non un misto scadente fragola – banana – limone dove non si capisce dove comincia uno e finisce l’altro. Dove le cose non erano annacquate, avevano dei contorni ben definiti e si poteva essere parte di qualcosa – su ed , avevo delle amiche blogger fantastiche – si aveva la coscienza di essere parte di Qualcosa e si aveva la coscienza di quel Qualcosa, si sapeva cos’era e cosa si faceva, insomma.

Si dava più spazio all’Essere, che all’Apparire. Al condividere, al taggare, al gettare in pasto al mondo.

Ecco, mi mancano quei tempi. Quel senso di appartenenza che non sento più. E che vorrei ritrovare, perché era bello, sentirsi parte di quel mondo.

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