E, da circa quindici giorni, un .

Sono entrambi bianchi, bellissimi e nuovi. Certo, il gatto mi dà più soddisfazione – è vivo, comunica, fa le fusa – ma anche la casa non scherza. A suo modo mi parla, si muove, è una creatura di cui mi prendo infinita cura.

E’ tutto talmente bello e perfetto da sembrare irreale – ancora non ho metabolizzato il fatto di essere proprietaria di una casa e amica di un gatto. Non voglio usare la parola “proprietaria” per un animale, è quanto di più sbagliato ci possa essere, perciò userò la parola amica. I miei studi giuridici mi suggeriscono la parola “adottante”, ma amica è decisamente un termine meno glaciale.

Quando penso a loro avverto sempre la sensazione di delicatezza, di equilibrio. Ho paura che un minimo sbalzo possa rompere l’incantesimo, ma so anche che la mia è soltanto una sensazione: non conosco nulla che sia più forte di una casa o di un gatto, figurarsi se sono insieme nello stesso momento.

Sono candidi come la panna ed eleganti nella loro semplicità. Sono puliti ed infinitamente graziosi. Sembrano provenire dal regno delle fate, tanto sono eterei.

Ed il gatto è così fine quando si muove, quando miagola, quando esiste che è un piccolo miracolo della Natura. Cammina sulle sue zampine guantate senza far alcun rumore, su quei polpastrelli rosa chiaro morbidi e puliti, e sul suo mantello di cioccolata bianca persiste un profumo d’innocenza e candore. I suoi occhi dorati mi guardano con curiosità ed intelligenza, e quando avvolge elegantemente la coda intorno al suo corpicino perfetto mi sembra di avere davanti un piccolo principe. Ogni volta che mi fissa in quel modo aspetto di sentire, da un momento all’altro, la sua vocina risuonare nella mia mente. Sembra che voglia dirmi qualcosa in maniera telepatica, e il movimento delle sue lunghe orecchie sembra confermarlo.

Ora dorme sdraiato sulla coperta color avana, tono su tono, in una posizione che pare studiata ad arte. E’ sempre così nobile. Mai nulla è fuori posto, non c’è un movimento sprecato, non c’è mai nulla, nei suoi movimenti, che non sia necessario.

 

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