Essere me Fashion, not victim Figlie di Eva Paturnie

Chiamatemi anti-Rebecca.

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Credo di avere un problema, e dato che il vecchio adagio suggerisce: “Ammettere di avere un problema è il primo passo per risolverlo” proverò non solo ad ammetterlo ma anche a scriverlo, hai visto mai fosse più efficace.

Dunque, si diceva, io ho un problema. Sono shophaolica al contrario. Nel senso che mi piace comprare vestiti e scarpe, fosse per me mi rifarei completamente il guardaroba dato che ho indumenti vecchi di dieci anni (ancora in ottime condizioni per cui sfruttabilissimi dato che ne tengo massima cura) e che ogni volta che cambia stagione mi prende il “metto sempre gli stessi vestiti ogni anno, mai vestiti nuovi”, solo che quando mi ritrovo in un negozio e trovo qualcosa che mi piace non ho mai la forza di volontà di comprarlo. Mi sembra di sprecare , mi sembra di comprare cose di cui non ho bisogno e quindi ho paura di ritrovarmi senza denaro perché ho le mani bucate.

Facciamo un esempio pratico. Il sei settembre, dopo aver dato Procedura Penale, mi sono diretta verso la stazione degli autobus per tornare a casa. Sulla strada c’è l’: incuriosita sono entrata pensando: “Se c’è qualcosa di carino per l’autunno lo compro”. Ho trovato una sorta di vestito – camicia con fantasia tartan, munito di cinturina in vita, da mettere con i leggins (aveva già immaginato l’abbinamento: vestito + leggins + ballerine nere + borsa marrone che si abbina con la cinturina. Perfetto.) Costo: 30 € su per giù. Ora, grazie ai miei lavoretti adesso posso permettermi di comprare roba che costa 30 € per cui nessun problema. Decido che questo vestito sarà mio. Lo prendo e me lo metto sul braccio. Avrei bisogno di tante altre cose in quel negozio, come le camicie o le scarpe (necessito di un paio di stivaletti foderati di pelliccia sintetica) ma decido che per ora questo basta. Mi sto dunque dirigendo alla cassa con la mia preda quando noto sull’appendiabiti un meraviglioso cappottino a 40 €. Dovete sapere che io necessito di un bel cappottino nuovo dato che il mio, vecchio di tre anni, ormai è ridotto ad una sfoglia di cipolla a forza di lavaggi. Così mi fermo a riflettere. Se devo spendere 30 € per un vestito poi è meglio comprare il cappottino, di cui ho più bisogno, per dieci euro in più. Comprarli tutti e due è uno sforzo troppo grande per il mio cervello ormai simile a quello di Paperon de Paperoni per cui il mio vestito non è più una preda così succulenta. Tuttavia penso che per adesso il cappottino non lo metto e che comunque devo tornare in pullman, per cui non è saggio prenderlo adesso. Il risultato di cinque minuti di elucubrazioni è che rimetto a posto il vestito ed esco con le pive nel sacco: non ho comprato niente, anche se avevo bisogno sia del vestito che del cappottino. Inoltre ho promesso più volte a me stessa di comprare qualcosa su internet ora che S. mi ha regalato la carta prepagata, dove si risparmia, ma mi rendo conto di trovare sempre delle scuse con me stessa che mi fanno rimandare il fatidico momento in cui dovrò sedermi di fronte allo schermo e scegliere qualcosa da mettere nel carrello.

E’ che ho paura di finire i soldi. Ho sempre l’ansia che non siano mai abbastanza e che se spendo oggi magari un domani che ne ho davvero bisogno non ce li ho, per cui li lascio ammuffire nel borsello. Confesso di aver risparmiato una discreta sommetta con le ripetizioni di latino ed altri lavoretti e giusto ieri ho incontrato una delle mie ragazze che mi ha detto di aver bisogno di me perché ieri la professoressa di latino le ha fatto tradurre una versione e lei non ci ha capito niente. Ma ho sempre paura che non mi bastino mai. Forse sono stata così tanto tempo con la cinghia tirata, a risparmiare e rinunciare, che adesso sono in una sorta di “blocco automatico” di fronte a qualsiasi cartellino. Come gli affamati che digiunano dopo tanto tempo e si ritrovano davanti una tavola colma di cibo, così io non riesco a saziarmi anche se lo vorrei. Tutto questo mi ricorda la fame di denaro e di cose belle di Rossella O’Hara durante il dopoguerra e di come anche lei pensasse: “Quando avrò tanti soldi comprerò tutto ciò che voglio ma per ora non posso”.

…Mah.