Distrazioni più o meno mondane Essere me Figlie di Eva Il mondo fuori dal letto è cattivo. Televisione

Che barba che noia… II° parte

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Non voglio essere noiosa, ripetitiva, banale.
So bene che si è sentito e letto molte volte in questi giorni, e so bene che alla lunga un personaggio stufa, se una sua stessa notizia viene detta e ridetta più volte.
D’altra parte dicono che per nascondere bene una cosa bisogna propinarla fino alla nausea, in modo che le persone si stanchino e non ne vogliano più sentire ma anzi la dimentichino, quasi per reazione diretta.

Però io un pensiero a lo voglio fare lo stesso, come feci per suo marito nell’aprile 2010. Ricordo che la prima cosa che pensai quando seppi della morte di fu: ”Ora se ne va anche Sandra” e di sicuro non lo dissi per malaugurio. Anzi, sono sicura che lo pensarono in molti, forse anche chi mi sta leggendo. Questo perché Sandra&Raimondo li ho sempre visti come una persona sola, un corpo solo ma bicefalo, dove c’era unione certo ma anche individualità. Sì perché non si confondevano l’uno nell’altra fino a perdersi, come vuole la tradizione dei perfetti innamorati, non erano condizionati l’uno dall’altra, non erano zucchero e miele (anzi) ma erano due persone che dimostravano cos’è l’amore vero, non quello fatto di “Cippalippa” e “Puccipucci”, non quello di “Mi ha regalato un diamante –> allora mi ama” ma quello fatto di: “Che bella ragazza che è lei, se non ci fosse mia moglie…” e di “Ma cosa fai neh? Che barba che noia, è sempre la solita storia con te… sei una palla.”

Un mostro bicefalo che posso dire di non aver mai visto da altre parti, televisivamente e realmente parlando, due individualità separate e distinte, ognuna con la sua personalità, che si sono affermate senza lasciarsi sopraffare o dominare (ditemi se riuscite ad individuare una spalla nel duo, o comunque una personalità più forte: no, non è possibile) pur rimanendo unite e non potendo fare a meno l’una dell’altra.
La sensazione che ho in questo momento è che Raimondo, nell’aprile 2010 non sia morto: sia semplicemente andato in coma, e ieri, 21 settembre, abbia esalato l’ultimo respiro.