C’è che.

C’è che S. è appena andato via. Oggi abbiamo fatto il pranzo a casa sua, il 24 sera lui è venuto a casa mia e ci siamo scambiati i regali sotto l’albero. Un monte di regali. Roba che mi sento più fashion blogger di . Ma più di tutto, questi giorni siamo stati tanto insieme, e io non sono abituata a questa overdose di S. Così, quando un quarto d’ora fa è andato via dopo avermi riaccompagnata a casa, mi è venuto un groppo in gola e mi sono dovuta chiudere in bagno per calmarmi. Lo so che è stupido e infantile, lo so che è sempre meglio dell’anno scorso, quando invece che per Firenze doveva ripartire per Napoli, lo so che ci sono coppie che stanno a settordici euro di distanza ma sapere che stasera riparte e che lo rivedrò solo venerdì sera mi fa stare male. Adesso come adesso vorrei spegnere il pc, infilarmi le scarpe e correre da lui.

Non c’è altra via, devo finire ‘sta del piffero. E trovare un lavoro (o almeno uno che gli assomigli).

Pubblicato da Diario

Vivo in mondo fatto di libri e computer. Bloggo dal lontano giugno 2007.

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