Chi sono i personaggi meravigliosi, protagonisti di questa nuova rubrica? Sono persone che fanno cose bizzarre, bislacche e incredibilmente divertenti. Persone che colpiscono la mia fantasia, mi strappano un sorriso oppure un’alzata di sopracciglio, persone, insomma, che non passano inosservate.

La passeggiata di stamattina mi ha dato l’occasione di incontrarne una. E’ apparsa all’improvviso, proprio come accade di solito. Entrambe passeggiavamo sul marciapiede, costeggiando una siepe di alloro. Io un po’ più indietro rispetto a lei.

Si ferma. Osserva la siepe di alloro. Allunga il braccio e comincia a strapparne le foglie. Una, due, tre. Le osserva, si gira per vedere se qualcuno l’ha vista, vede me; così si gira frettolosamente e ricomincia a camminare. Ma non può resistere: dopo pochi secondi si ferma nuovamente, strappa due o tre foglie di alloro, si gira, mi guarda, infila violentemente le foglie di alloro in tasca e riprende il cammino.

La osservo meglio: ha un giubbino rosso fuoco, capelli castani ed una cinquantina d’anni. Porta con sé numerosi sacchetti di plastica pieni di succhi di frutta. Succhi di albicocca, principalmente, ma di ogni forma e dimensione: di un litro, di mezzo litro, in brick. SI ferma ancora. Mette una mano in tasca, tira fuori qualcuna delle foglie che aveva strappato in precedenza e se la mette in bocca. Mi rendo conto che la cosa è più bizzarra di quello che avevo immaginato: fino a quel momento avevo pensato che stesse facendo un giochino crudele ed infantile o cercando il condimento per l’arrosto (ideale, visto che gli allori sono piantati lungo una strada trafficata). La supero e, mentre le passo accanto, mi lancia un’occhiata a metà tra il sì lo so, è più forte di me, che ci posso fare e il perché, non si può?

Chissà se sta ancora sgranocchiando le foglie che le sono rimaste in tasca o ha trovato una nuova preda da assaggiare. Magari, una volta a casa, condisce le foglie con il succo d’albicocca, chissà.