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Big Little Lies 2: la recensione delle prime 3 puntate

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– Piccole Grandi Bugie 2, una delle serie più belle del 2017, è tornata da almeno due settimane con la seconda stagione, in esclusiva e .

Non ero molto contenta di sapere che ci sarebbe stata una seconda stagione, poiché la prima era praticamente perfetta. Il cerchio era chiuso, le storie sviscerate, tutte le domande avevano ricevuto una risposta e, come un ironico puzzle, si erano risolte incastrandosi perfettamente tra loro. Non una sbavatura, non un qualcosa di dissonante c’era nella prima stagione di Big Little Lies.

Pertanto, capirete bene il mio disappunto al sentire che ci sarebbe stata una seconda stagione.

Proprio perché ho amato così tanto questo show (e il romanzo da cui è tratto) non volevo che venisse rovinato dal business. Ho pensato che il motivo principale di questo sequel fosse quello di sfruttare le 5 di Monterey, dal momento che avevano reso così bene.

E ancora non sono riusciti a farmi cambiare idea.

ALLERTA SPOILER: NON PROSEGUITE OLTRE SE NON VOLETE ROVINARVI LA VISIONE DI BIG LITTLE LIES, STAGIONI 1 E 2

“Sei contenta che sia morto?”

Nella prima puntata di Big Little Lies 2 è Jane () a fare a Celeste () la domanda che tutti i telespettatori le farebbero se potessero incontrarla. Sei contenta che sia morto? Sarai sollevata, finalmente libera dal mostro, la bella regina potrà finalmente vivere in pace… ed invece Celeste, l’intelligente, colta e raffinata Celeste, risponde:

“È complicato.”

La seconda stagione prosegue il racconto della prima senza troppi salti temporali: è passato poco tempo dalla morte di Perry, il marito di Celeste, e le 5 di Monterey – così sono state ribattezzate dai giornalisti, neanche fossero le Volpi Forza 5 di Pulp Fiction – vivono e sopravvivono con il mare a fare da spettatore imparziale delle loro vite.

Le cinque di Monterey in commissariato – © HBO

C’è chi, appunto, vive bene, senza alcun rimorso – Madeleine, Renata, Jane – e chi, invece, sopravvive, seppur per cause diverse: Celeste lotta confusa tra il lutto ed il sollievo, Bonnie deve fare i conti con il demone del senso di colpa. Questi sentimenti rientrano perfettamente nell’ottica dei vari personaggi. Le loro indoli sono rispettate, e a nessuno di noi sembra strano che le prime tre abbiano archiviato così serenamente la morte di Perry. Per loro è stato giusto così, quella detta gli inquirenti è una bugia bianca, che non può essere classificata come menzogna.

Dire la verità? Sarebbe stato troppo scomodo.

Jane avrebbe dovuto ripetere il suo doloroso passato, esponendo a dei perfetti sconosciuti quanto sofferto, mostrando le proprie vulnerabilità – ancora una volta – senza volerlo davvero fare, e, soprattutto, avrebbe dovuto rivelare al mondo chi è il vero padre di Ziggy.

Renata avrebbe perso tempo, reputazione e soldi… siamo matti? e per cosa poi? Per il valore assoluto della verità? A chi importa, quando quello che è morto era il mostro della storia e la sua scomparsa ha liberato ben due donne dal suo ingombrante peso? Non succede forse così nelle fiabe? E l’Eroe dalla Scintillante Armatura ha forse qualche rimorso di coscienza, dopo che ha ucciso il drago? Certo che no, sale in sella al suo cavallo bianco e parte alla ricerca di nuove avventure, lasciandosi tutto alle spalle.

E Madeline? Per Madeline, Perry ha avuto ciò che meritava. E poi, in fin dei conti, non c’è stato alcun omicidio: è stato davvero un incidente, dopo tutto. Perché complicare le cose? Giudice e giuria hanno già sentenziato: Bonnie è innocente.

Bonnie, già: logico che Bonnie stia male.

Bonnie, che ha fatto del senso della giustizia il suo animale guida, che incensa sul suo altare personale la dea che regge la bilancia così come farebbe un antico romano nel suo tempio. Bonnie, tesa ad avere una vita equilibrata, a fare ciò che è giusto, Bonnie che aveva trovato in questo modo di vivere la chiave per ricominciare la sua vita da capo dopo ciò a cui era stata sottoposta da piccola. Proprio lei ha dovuto vestire i panni di carnefice. E’ normale che si senta ipocrita, colpevole, sporca. Questo dover mantenere il segreto, mentire, la fa stare ancora peggio. Perché non può dire la verità? Ed è, ancora una volta, il suo alto senso del dovere e la sua morale che le impongono il silenzio. Anche se questo demone le sta praticamente risucchiando la vita.

Altro demone è quello di Celeste.

Perry non è morto, oh no, Perry è più vivo che mai e continua a tormentarla anche dalla tomba. Celeste non sa più cosa fare. E’ confusa, triste ma, allo stesso tempo, anche felice e sollevata dalla mancanza dell’ingombrante marito. In fondo, la morte di Perry è stata una soluzione molto comoda e pulita per tutti: le ha risparmiato l’incomodo di doverlo lasciare, lo scandalo, il divorzio, la sofferenza di una separazione ai bambini… però però… Perry manca. E tanto. E i gemelli sentono la mancanza del padre più che se si fossero lasciati.

Mamme a rapporto – ©
HBO

E poi c’è colei la quale aveva reso i miei pregiudizi ancora più forti: nonna Mary Louise.

Quando ho letto che sarebbe stato introdotto un nuovo personaggio nella serie, e che questo personaggio era la mamma di Perry, ho alzato gli occhi al cielo e ho pensato: “Oh no, eccoci, ecco che si cade nella soap.” Una mamma addolorata che arriva a casa della nuora e, come ogni suocera che si rispetti, si intromette, difende ad oltranza il figlio, risponde con frecciatine velenose, si approfitta della sua carica e della sua età per fare e dire tutto ciò che le pare, era un cliché troppo grande per non rimanerne infastiditi.

E invece ho dovuto ricredermi.

Nonna Mary Louise – ©
HBO

Mary Louise Wright è l’unico personaggio degno di nota in questa seconda stagione.

E, finora, tutto ruota intorno a lei. Si sta dimostrando capace di reggere da sola il seguito della storia.

Proprio così: i miei pronostici si stanno avverando, ma non come avevo immaginato: l’impressione che sto avendo di questa seconda stagione è, appunto, quella del dramma da soap opera. Il bambino emarginato che scopre di avere dei fratelli, la famiglia allargata che si riunisce e tutti sono felici, la ragazza con un passato di sofferenza che esce col tipo strambo senza offendersi per le battute antipatiche che questo le rivolge, ma anzi, che sente di poter curare sia se stessa che lui, quella rich and bitch che improvvisamente diventa povera perché il marito ha truffato il prossimo e si ritrova nelle patrie galere.

Ma Mary Louise è fuori dagli schemi, Mary Louise è un mastino da guardia, Mary Louise è Perry versione donna. Spietata, subdola, intelligente, malfidata, investigatrice, sfacciata, passa dal suo ruolo di mater dolorosa a giudice inquisitore in un attimo. E mi piace, molto. Credo sia uno dei best villain del 2019 e non vedo l’ora di vederla di nuovo in azione. Ottima la scelta di affidare questo delicato personaggio a , senza la cui bravura avremmo davvero avuto una suocera da soap.

Ciò che rimane della famiglia Wright – ©
HBO

Concludendo: questi primi tre episodi mi sono piaciuti, ma non troppo.

Sono scialbi, privi di vita. Persino noiosi. Se non ci fossero quei personaggioni di Mary Louise in primis e Renata Klein in secundis, sarebbero già stati bocciati.

La regia è una scopiazzatura della prima serie: gentile voler continuare la storia con lo stile della prima (il regista è diverso) ma la mano diversa si coglie, e si avverte un senso di disturbo, di qualcosa che non quadra.

Il mare, coprotagonista indiscusso della storia e simbolo di emozioni, sogni ma anche di noi spettatori, non riesce a coinvolgerci più di tanto, a farci sedere accanto a lui per osservare le vite delle cinque. E questo perché, a differenza del mare della prima stagione, questo è un mare distaccato, quasi freddo. Indifferente.

I mariti sono praticamente inesistenti, e la cosa mi dà un po’ fastidio. So bene che è una storia di donne per le donne, ma nella prima stagione, seppur sullo sfondo, c’erano e si facevano sentire. Adesso sono ridotti o a cause di fastidio o a completi inetti. ed è l’unico che esce un po’ fuori dal coro.

Bonus

Mi riservo di giudicare in futuro.: Mi sono fatta anche delle personali ipotesi su come evolveranno le cose: Mary Louise incolperà Celeste di aver ucciso suo figlio. Bonnie, schiacciata dal senso di colpa, crollerà, non potendo sopportare che un innocente venga accusata al suo posto: confesserà il tutto, e si scoprirà che Perry ha sempre avuto un indole violenta. Credo infatti che il fratellino, quello morto in tenera età, sia stato assassinato proprio da lui, forse durante un litigio. Che poi, è la fine che sarebbe toccata (probabilmente) a Celeste. Buffa la vita, no? La ruota gira e gli eventi si ripetono…

E voi? Seguite BLL? Cosa ne pensate di questa seconda stagione? Fatemelo sapere con un commento!

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