Armi

Come ben sapete, esistono diverse armi al mondo. Pistole, granate, fucili, bazooka, bombe, spade, pugnali, gas, tette, culi, proposte indecenti etc etc..

MA esiste un altro tipo di arma, a cui ricorro – a volte – per levarmi dalle situazioni d’impaccio. E no, non è quello a cui state pensando. 🙂 

L’arma in questione sono i miei occhioni da cerbiatta. 

Poniamo l’esempio che, stamattina, avessi dovuto consegnare il certificato medico di mio papà all’INPS. E poniamo sempre il caso che io sia entrata nel cancelluzzo del suddetto INPS approfittando della gentile accortezza di una simpatica ragazza che a quanto pare, all’INPS le scale le pulisce, e che stesse uscendo proprio in quel momento, facendomi sgattaiolare dentro, cosa che altrimenti non avrei potuto fare, visto che gli uffici erano ancora tutti chiusi. Mi fa entrare e mi accompagna da una signora attempata, dai capelli bianchi e stopposi, che, con gli occhi semichiusi, mi dice che devo andare all’ufficio accanto. Ringrazio entrambe, la complicità femminile, e vado. Il problema è che non sono mai stata lì, e che sulla porta indicatami dalla signora sopra detta ci sia un foglio con su scritto che per questo tipo di cose si deve andare negli "uffici sopraelevati della palazzina b". Decido dunque di aspettare che l’ufficio apra e di chiedere a chi di dovere.  Si dà il caso che fossero le otto e un quarto, e si dà ugualmente il caso che l’ufficio aprisse alle otto e mezzo. Pazientemente aspetto sulle scale, pensando che, se fossi una fumatrice, mi accenderei un cicchetto per darmi un tono. Ma non lo sono, per cui mi gingillo leggendo e rileggendo il certificato che ho tra le mani, sperando che nessuno mi chieda "Ehi tu, non dovresti essere a scuola a quest’ora?". Si avvicina un tizio, uscito dall’ufficio alle mie spalle (si dà pure il caso che l’ufficio sia pieno di impiegati nonostante non ancora aperto) che si avvicina e mi fa:"Ha bisogno di qualcosa signorina?" Ed io:"Sì, avrei bisogno di consegnare questo certificato medico…" "Ma l’ufficio apre alle otto e mezzo" "Sì sì, è che mi chiedevo se fosse quello giusto, sa è la prima volta che vengo qui…" (sbatto le palpebre) "Oh, allora sì. Beh questo è il posto giusto, può restare qui o andare all’altra palazzina, vede, quella laggiù – e indica un edificio dai mattoni rossi con un dito lungo e calloso – così fa la prima" aggiunge sorridendo. Continuo a guardarlo sbattendo le ciglia. "Ehm.. Vede, quella è una scorciatoia, ci passano gli impiegati, se va lì arriva subito!" Frasi di circostanza e via. Ora ho la certezza che sono nel posto giusto. E decido di attendere la dove sono, senza scorciatoie. Dopo poco esce un altro omino. "Signorina ha bisogno di qualcosa?" "Sì dovrei consegnare questo certificato…ma gli uffici sono chiusi, lo so" lo guardo fisso negli occhi. "Mi dia il foglio." Lo legge e poi mi sorride, agitandolo tra le dita. Sbatto le palpebre "E’ sicuro che posso entrare? L‘ufficio è ancora chiuso…" "No, non si preoccupi, venga. Tanto è questione di un minuto." Sono le otto e diciassette. Entro. "Guardi, grazie. E’ stato gentilissimo" gli dico. "Oh per così poco. Buona giornata…!" Saluto, esco. Devo andare anche alla posta. Ma c’è la solita fila. Prendo il biglietto, sbuffo. Il ragazzo dietro di me si gira e mi squadra da capo a piedi. "Hai fretta?" Mi chiede. "Beh sì, devo andare all’università e ho paura di non arrivare in tempo", rispondo guardandolo fisso negli occhi. "Allora facciamo cambio, io sono il prossimo e non devo andare da nessuna parte". Abbassa lo sguardo. Sorride. E mi guarda di nuovo da capo a piedi. "Sei sicuro?", gli chiedo, costringendolo ad alzare la testa sempre senza staccare gli occhi dai suoi. "Sicuro" Mi dice. E sorride. Scambio i biglietti. In realtà, grazie all’impiegato che mi ha fatto entrare prima, sono solo le otto e mezzo, ed io all’università devo esserci per le nove e un quarto. Ma un pò d’anticipo non guasta mai. E poi lui non aveva niente da fare, giusto? 😉

Insomma, non per vantarmi, ma i miei occhietti scuri mi hanno salvata da parecchie situazioni scomode, come quando non si hanno abbastanza spiccioli per un caffè quando si credeva di averli e il barista te lo offre sorridendo. Anche se a volte, purtroppo, la gente capisce fischi per fiaschi spesso e volentieri. A questo punto uno potrebbe pensare che non siano solo gli occhi a lavorare, ma in realtà loro fanno il 70, 75% del lavoro: noto infatti che è più facile svincolarmi da situazioni del genere se guardo fisso i miei interlocutori o sbatto le mie lunga ciglia nere, mentre quando non sono in vena e lascio le mie armi nella fondina, la percentuale di riuscita si abbassa pericolosamente. 

Ora non pensiate che vado in giro facendo la civetta e sbattendo gli occhioni a cani e porci: sono la prima a dire che non bisogna abusarne ed usarli con parsimonia. Dico solo che chi cantava: 

"Saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu

ma le gambe, ma le gambe, a me piacciono di più"

non sapeva proprio di che parlava. Proprio no. 🙂

19 Commenti

  1. Iihihihi,ammetto che qualche volta ho anche io questi poteri!xD La gente mi vede e pensa io sia una carognona alta ecc…poi esce la mia vocetta bassa…ihihihih,un pò come gli occhioni!XD Le persone diventano carine!

  2. Ahahah…che furbacchiona la mia Vale!!!io nn potrei mai farlo,ho le ciglia spennate -.-”

  3. Effettivamente dalle foto che ho visto hai dei bellissimi occhi 😉
    Io son talmente timida che non riesco nemmeno a fissare gli sconosciuti negli occhi, figurarsi sbattere le ciglia, ma devo ammettere che ogni tanto sul lavoro lo faccio quando mi serve qualche favore eh eh

  4.  grazie.. ^^ Anche io sono molto timida, infatti questi giochini riesco a farli solo in situazioni estreme o quando non ho voglia di aspettare nelle file oppure ho bisogno di un favore. Anche perché, come dicevo nel post, la gente può capire male spesso e volentieri, quindi è meglio non abusarne per evitare situazioni spiacevoli.. 🙂

  5. ahahahah *_* scaltraaa! hai fatto benissimo, sei grandiosa u.u del resto, queste armi le abbiamo e dobbiamo sfruttarle!

  6. gironzolare tra uffici, e trovare il giusto è una impresa 🙂 ma sopratutto trovare impiegati cortesi , pazienti, volentierosi ancora piu’ difficile,ma con "un’arma" come la tua è facile a vincere la battaglia….usa tanquillamente la tua arma, perchè è piacevole parlare con chi ha dei bei occhi 🙂
    un caro saluto!
     
     
     

  7. Fede

    Ahaha! Bravissima Vale! Come hai detto tu, l’importante è non abusarne e usare questa tattica solo in situazioni estreme x3 eheheheh!!! Fortissima!
    Io, di mio, posso solo dire che quando metto la gonna, il barista si ricorda che esisto, così mi porta da mangiare, prima, e il cappuccino, poi, in tempo e non in ritardo come sempre! (pranzo sempre fuori casa per via del lavoro e nel bar dove vado, mi metto in una zona molto nascosta e isolata, così spesso si dimenticano di me!)

  8. io odio voi donne quando usate queste armi bassissime. ci costringete a fare cose che neanche sotto tortura faremmo. il che non sarebbe neanche tanto sbagliato, peccato che siate conscie di questo potere e lo sfruttiate in maniera costante ed ostinata. vi odio. no. non ti serve fare gli occhioni anche ora.

  9. Fede

    Anche gli uomini lo fanno e non risultano, guarda un po, amabili quando lo fanno

  10. stamattina ho fatto una fila immensa alla mensa, dovrei provare anch’io questo metodo… spero di non prendere un pugno però!

  11.  Oh bè, le donne devon pur difendersi in qualche modo, no?! Vedi Erin Brockovich… 😉 
     Se trovi persone con la voce in falsetto che gesticolano alla Mina Mazzini hai qualche possibilità…! 😀

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