Un post diverso dal solito

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Non mi è mai capitato di scrivere riguardo acquisti o aziende, ma oggi voglio farlo. Mi sembra giusto far conoscere la gentilezza di un’azienda che si è impegnata nel farmi avere un paio di scarpe su cui avevo ormai messo una croce sopra.

Sì, perché sono delle scarpe che hanno dato il via all’intera vicenda, e, più precisamente, queste sneakers di Lora Ferres.

 

E’ da circa un mese che desidero queste scarpe, ma il mio numero era già esaurito sul negozio online, mentre in quelli fisici non era proprio presente. Così, per sapere se mettere il cuore in pace oppure continuare a sperare nel riassortimento di quello specifico modello, contatto l’azienda su Twitter.

Pittarosso mi risponde dopo qualche giorno, dicendomi di scrivere un DM con il mio nome e cognome: ha mandato il paio di scarpe con il numero da me richiesto al negozio più vicino. Anche il prezzo era quello del sito, cioè scontato del 30%.

Ieri pomeriggio mi sono recata alla filiale indicata, e, con un certo imbarazzo – non sapevo come presentarmi! – ho chiesto delle scarpe. La commessa, gentilissima, dopo aver chiesto il mio nome mi porge due scatole: avevo infatti detto che porto il 38/39, e l’azienda aveva inviato entrambi i numeri per farmeli provare. 

Indovinate un po’?

Sneakers Lora Ferres
Le famose sneakers Lora Ferres

Ma la storia non è finita.

Stamattina Pittarosso mi contatta, sempre su Twitter, per chiedermi se sono andata in negozio, se ho trovato le scarpe e se, insomma, è andato tutto bene.

Trovo che sia raro, al giorno d’oggi, trovare tale gentilezza e disponibilità in una grande azienda. Hanno fatto tutto di loro iniziativa, e, per questo, apprezzo ancora di più il gesto.

Non come la Panini, dalla quale aspetto ancora una risposta (risate registrate) e, sopratutto, il raccoglitore dei francobolli (dell’argomento raccoglitore ne parleremo più avanti).

Recensioni lampo: Adrian

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Adrian - la serie evento

Ho visto le prime due puntate di Adrian, mentre alla terza, senza vergogna, mi sono addormentata a metà episodio senza sentire il bisogno di recuperare quanto perso.
Andrò per punti, come sono solita fare in questa rubrica:

  1. La pubblicità alla serie. E qui già so che mi avete capita, non c’è bisogno di aggiungere altro.
  2. “Aspettando Adrian” è noioso, banale e lento. Se non fosse per Natalino Balasso e Nino Frassica nessuno lo guarderebbe.
  3. “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” è una battuta di Nanni Moretti. Non di Celentano.
  4. Celentano ha il suo stile da bello e dannato, il suo atteggiamento da “Er più”, nel cartone è ritratto da giovane, e ci sta. E’ Celentano, è il suo modo di essere da sempre. Quello che non sta sono le battute vecchie, la sua falsa autoironia che odora di naftalina, il personaggio da film anni ’80. E’ come se Celentano non accettasse di essere invecchiato e di avere intorno un mondo che ha cambiato pelle.
  5. Usare Balasso per rispondere alle critiche che gli vengono mosse lo trovo infantile e pretenzioso. Cos’ha, il messo notificatore?
  6. E’ inutile arrampicarsi sugli specchi: la trovata di riprendere due ragazze per aver bevuto, come se la colpa per essere state quasi violentate dai punk di Ken il Guerriero fosse loro, è infelice e rimane infelice. Dire che sono gli spettatori a non aver capito è come dire che solo le persone intelligenti riescono a vedere i vestiti invisibili dell’imperatore.
  7. Mafia international.
  8. L’identità da supereroe di Adrian è “la Volpe“. Indossa una maschera che gli copre soltanto gli occhi, ha una tenuta nera da ballerino spagnolo, combatte i cattivi ballando il flamenco. Chi vi ricorda? Esatto, lui. E sapete un’altra cosa? Zorro, in spagnolo significa Volpe. Astuto, no?
  9. L’altra identità segreta di Adrian alias l’orologiaio alias la Volpe è Darian, un vecchio gobbo con il naso adunco e gli occhialini da Volpe di Pinocchio. Cosa aggiungo? Urca urca tirolero oggi splende il sol!
  10. In una città del futuro, dove l’analogico non esiste più, un orologiaio riesce a mantenere l’anonimato. (E basta, fa già ridere così).
  11. Anche ammettendo che un orologiaio rimanga anonimo in una città tutta digitale, mi chiedo come sia possibile salire su un palco a volto scoperto e non essere riconosciuto da nessuno degli spettatori, una volta sceso in strada. Sailor Moon, sei tu?
  12. I disegni sono molto belli, ma d’altra parte c’è la matita di Milo Manara. C’è tanto sesso, forse un po’ troppo (una scena qua e là, secondo me, bastava) ma d’altra parte c’è la matita di Milo Manara. Cosa ci si aspettava?

Non so se guarderò tutte le puntate. Probabilmente, guarderò il solo cartone in versione integrale, con tutti gli episodi cuciti insieme a formare un unico film. Lo faccio per i disegni di Manara e le musiche di Piovani. La trama è vista e rivista.