2 agosto 1980, ore 10.25

Arrivo in ritardo ma arrivo. Ieri, 2 agosto, era l’anniversario di un giorno speciale. L’anniversario della strage di , accaduto il alle 10.25. Ho dovuto leggere e informarmi meglio al riguardo, perché ammetto la mia ignoranza: non sapevo cosa fosse successo. Il 2 agosto del 1980 alle ore 10.25 una bomba esplose nella stazione di , causando la morte di 85 persone e la mutilazione o il ferimento di almeno altre 200. E’ stato uno degli atti terroristici più gravi in Italia e il presidente Sandro Pertini, l’unico ad essersi recato subito sul luogo dell’incidente, disse: «non ho parole, siamo di fronte all’impresa più criminale che sia avvenuta in Italia».

Insomma, una cosa grave. Una di quelle cose che si ricordano, che devono essere ricordate. Una di quelle cose che ti fanno lasciare l’ora dell’orologio alle 10.25, che ti fanno lasciare il foro provocato dalla bomba sul pavimento della stazione, che ti fanno ricostruire l’ala distrutta in un modo diverso dal resto dell’edificio, così che ci si di dove è successo. E, nonostante questo, ieri ho visto speciali sulla strage in Norvegia, sulla morte di Amy Winehouse, sul pannolino di Corona. Perché ogni 11 settembre ricordiamo l’attentato alle torri gemelle e ogni 2 agosto non ricordiamo allo stesso martellante modo quello alla stazione di Bologna? Non ci sono classifiche sul “chi è più importante” perché i morti sono tutti uguali. E io dico che come si è dato spazio alla strage accaduta in Norvegia ieri sera, episodio terribile e spaventoso, così si doveva dare spazio alla . Tanto più che Bologna è in Italia, è in casa nostra. Così magari io non sarei arrivata con un giorno di ritardo a parlare di questa cosa, a conoscere questa cosa, ma avrei scritto questo post ieri, quando doveva essere pubblicato. D’altra parte nemmeno i sono andati alla commemorazione che si tiene ogni anno in Piazza Maggiore, per paura di insulti e pietre, figuriamoci se la maggior parte dei giornalisti o chi per essi dovevano andarci per ricordare agli italiani cosa è accaduto 31 anni fa. Non è una giustificazione, lo so. E lo so perché io, sinceramente, mi vergogno di essere arrivata tardi.

Non capisco perché ci sia questo malcostume tutto italiano di dare più importanza alla roba degli altri e non alla propria, anche nelle tragedie, come se la roba degli altri fosse sempre meglio della nostra o più grave. Ogni 11 settembre ci propinano dalla mezzanotte alla mezzanotte l’attentato alle torri gemelle “per non dimenticare” e siamo d’accordo, è giusto. Ogni 27 gennaio la liberazione degli ebrei dai campi di concentramento “per non dimenticare”, e siamo d’accordo, è giusto pure quello. Ma che il 2 agosto, proprio il 2 agosto, mi si propini la strage in Norvegia quando c’era da ricordare quella di Bologna… mah. Non perché quella in Norvegia sia meno grave, per carità, ma giusto Cielo, viviamo in Italia e il 2 agosto viene una volta l’anno… potevano dedicare a questo tristo evento una serata.

Da parte mia, Bologna, ti chiedo scusa.

Pubblicato da Diario

Vivo in mondo fatto di libri e computer. Bloggo dal lontano giugno 2007.

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