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La natura comincia a tingersi di giallo e di rosso, e niente mi riempie di più gli occhi: questi colori pieni, caldi, vibranti, sono un bene per lo spirito. Gli alberi sotto cui passo ogni mattina non sono ancora completamente biondi; qualche sfumatura di verde ancora resiste tra la chioma, ma tra una decina di giorni saranno tutti dorati. Il fiore rosso qui sopra appartiene, in realtà, ad una pianta rampicante dai lunghi capelli: al contrario degli alberi lei si tinge di rosso, e, ogni volta che vi passo davanti, ha sempre nuove tonalità da regalarmi.

Questa è la merenda di una ragazza sofisticata:

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Questa è la mia.

Così eh, dura e pura. Cucchiaino e via, senza pane. Solo companatico.

So’ doni, come direbbe chi so io. So’ doni.

 

Dice: <<Ma a te che te ne viene in tasca?>>

Rispondo: <<Orgoglio nazionale, spirito patriottico, soddisfazione personale, speranza nel futuro. Ti pare poco?

E poi, tu non sei contento quando l’Italia vince ai Mondiali? Ecco.>>

Strana giornata. Vento, nebbia, foschia e zero voglia di studiare mista a voglia di essere iper preparata.

Forse non è la giornata ad essere strana. Forse, quella ad essere strana sono io.

Vi rimando a questo post: Stia Allegra! di Laurie.

Inutile dire che mi ha trasmesso le stesse sensazioni che descrive lei nel suo blog.

Se Italo Calvino è stato Italo Calvino, un motivo c’è. Che diamine.