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La Signora dei Ferrero Rocher colpisce ancora

Sabato si è celebrato il Royal Wedding, e di questo ne sarete sicuramente tutti a conoscenza. Megan Markle e Harry Windsor si sono giurati amore eterno nella cappella di St. George, nel Castello di Windsor, davanti a 600 ospiti e mezzo mondo. Abbastanza come testimoni di nozze, no?

La sposa vestiva un abito di Clare Waight Keller, direttrice creativa di Givenchy, e ha chiesto espressamente alla stilista di avere tutti e 53 paesi del Commonwealth; perciò la Keller ha scelto per ogni Paese un fiore distintivo e li ha uniti in una grande composizione floreale. Oltre a questi, la sposa ha deciso di far ricamare altri due fiori: il calicanto d’inverno, che cresce davanti al cottage di Kensington Palace, la residenza ufficiale degli sposi ed il papavero, simbolo della California, paese d’origine della nuova Duchessa del Sussex.

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La natura disegnata da Asuka Hishiki

Non posso fare a meno di rimanere incantata di fronte a queste illustrazioni. Un grazie alla brava Dolce Ambra per avermi fatto conoscere questa fantastica artista.

Asuka Hishiki illustra la natura nelle sue bizzarrie, nei suoi decadimenti e nelle sue imperfezioni, con una particolare passione per i pomodori. Le sue illustrazioni sono ricchissime di dettagli e di colore e mostrano la natura più curiosa e inusuale.

Asuka Hishiki | website

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Machinarium

Avete mai sentito parlare di un gioco che si chiama “Machinarium”? No? Ecco, vergognatevi per cinque minuti e poi andate a visitare il sito dei suoi creatori, dopodiché, magari, giocateci: ne sarete conquistati dal primo minuto.

Machinarium è la storia di Joseph, un tenero robottino grigio, che, per salvare la bella Berta affronta via via quadri di gioco sempre più difficili, facendo la conoscenza con altri robot più o meno simpatici.

Di questa avventura grafica mi ha colpita subito l’ambientazione steampunk, che mi ha fatto venir voglia di provarlo appena ho visto la copertina del gioco. La cura dei dettagli e dei fondali, nonché delle musiche, ha fatto il resto. I colori sono quelli “meccanici”: si va dal marroncino, all’ocra, al grigio; altro elemento che dimostra quanto tutto, in questo gioco, sia studiato per essere armonioso e in sincrono, né più né meno di un orologio da taschino.

Altra particolarità di questo punta e clicca è il fatto che i personaggi non parlino: non sentiremo mai la voce di Jospeh né quella di altri personaggi ma potremo capire le loro intenzioni tramite l’ausilio di fumetti molto stilizzati che gli abitanti di Machinarium usano per comunicare fra loro; allo stesso modo in cui il gioco parla con noi: nel caso avremo bisogno di suggerimenti potremo cliccare su una nuvoletta in basso a destra dello schermo ed un fumetto ci dirà come proseguire. Possiamo avere un solo aiuto per quadro e, via via che aumentano i livelli, diminuisce la chiarezza del suggerimento.

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Ieri poi ho scoperto che si può giocare a Machinarium anche su Android: è possibile scaricare il gioco dal Play Store a 5,00 € (la metà rispetto alla versione per pc) per cui, che ve lo dico a fare? Tablet alla mano mi sono assicurata il piccolo robot grigio ed il suo mondo metallico ed ho intenzione, appena completato il gioco, di passare al titolo più recente di Amanita Design: Botanicula, di cui ne parla anche la brava sweetamber sul suo blog, a cui vi rimando.

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Il denaro è come il letame che non serve se non è sparso

Ieri sono andata a fare spese, approfittando degli sconti folli di Piazza Italia (2,50 € a capo, per liberarsi degli ultimi capi invernali e far posto a quelli primaverili. A febbraio. Lo so. Non capirò mai certe regole della moda).

Immagino che, da ciò che ho comprato, si deduca che amo la moda anni ’70. E il color ottanio.

Ed io ne ero totalmente inconsapevole.

(Maglione b&n, vestito color ottanio con ricami neri, maglietta color ottanio – Piazza Italia; gonna in pizzo nero – Koan by Coin; vestito rosso con cinta in vita – NunaLie)