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I dinosauri non sono favole

Dinosauro

Amo i dinosauri. Li amo da oltre vent’anni, da quando, piccola pampina indifesa, leggevo e rileggevo il libro dei Quindici – il numero 6, per l’esattezza – a loro dedicato. Ricordo che mi piaceva talmente tanto che me lo portavo dappertutto: sul terrazzo, a letto, sul divano. Persino in gita. E sì che il libro dei Quindici non è esattamente comodo da portare in gita.

Quando, nel 1993, uscì il film Jurassic Park, ero contenta ma nello stesso momento timorosa. Faccio sempre così quando una cosa che amo, che coccolo gelosamente diventa improvvisamente popolare, viene scoperta, portata alla luce, le viene puntato un riflettore contro. Sento un senso di gioia, ma, nello stesso tempo, di fastidio e di timore. Oggi come allora. Avevo paura che avrebbero rovinato i dinosauri, che sarebbero diventati un fenomeno da baraccone, che la cultura pop li avrebbe resi creature coccolose. Forse avevo ragione, o forse i dinosauri erano già roba “per bambini” prima del ’93, chissà.

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Rimini Rimini

Meta del nostro anniversario è stata, alla fine, Rimini. Non volevamo fare un viaggio troppo lungo e stressante, e ciò che ci importava maggiormente era stare insieme, perciò abbiamo deciso per una meta colorata, riposante e, a suo modo, romantica.

Non ero mai stata a Rimini – più in generale, non ero mai stata sull’Adriatico! – e “attraversare l’Italia” era una delle cose che volevo fare da tempo… Rimini è una cittadina vacanziera, pulita, allegra ma allo stesso tempo tranquilla. Capisco perché, nell’immaginario collettivo, sia sinonimo di estate. Qui si respira aria di spensieratezza, di divertimento e, se si ascolta bene bene, si avverte anche la vocina sottile della malinconia.

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La Signora dei Ferrero Rocher colpisce ancora

Sabato si è celebrato il Royal Wedding, e di questo ne sarete sicuramente tutti a conoscenza. Megan Markle e Harry Windsor si sono giurati amore eterno nella cappella di St. George, nel Castello di Windsor, davanti a 600 ospiti e mezzo mondo. Abbastanza come testimoni di nozze, no?

La sposa vestiva un abito di Clare Waight Keller, direttrice creativa di Givenchy, e ha chiesto espressamente alla stilista di avere tutti e 53 paesi del Commonwealth; perciò la Keller ha scelto per ogni Paese un fiore distintivo e li ha uniti in una grande composizione floreale. Oltre a questi, la sposa ha deciso di far ricamare altri due fiori: il calicanto d’inverno, che cresce davanti al cottage di Kensington Palace, la residenza ufficiale degli sposi ed il papavero, simbolo della California, paese d’origine della nuova Duchessa del Sussex.

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